Caro Grande Fratello,
ci conosciamo da tanto, da sedici anni ormai. Purtroppo sei invecchiato male, malissimo, ma quello ce lo siamo già detti ed è inutile mettere di nuovo il dito nella piaga. Stasera, però, hai l’occasione più unica che rara di salvare il salvabile, di fare un favore a te stesso, ai tuoi telespettatori e alla televisione nazionalpopolare tutta. Probabilmente i tuoi autori, da quando Stefano Bettarini e Clemente Russo si sono esibiti in quell’oscena conversazione notturna a base di sessismo, maschilismo e volgarità, si staranno sfregando le mani, quasi increduli della svolta clamorosa in una edizione Vip che era e resta brutta, noiosa, stantia. O forse il polverone venutosi a creare è diventato addirittura troppo grosso, anche oltre le loro più rosee aspettative.

Fatto sta che stasera, dicevo, hai l’occasione per dimostrare che anche il trash televisivo ha dei limiti, che può veicolare messaggi positivi e punire duramente chi si fa portatore di messaggi sbagliati, pericolosi, violenti e volgari. Clemente Russo, che già avevi incredibilmente perdonato dopo l’uscita omofoba nei confronti di Bosco Cobos, ora ha addirittura fatto peggio: prima dando della poco di buono a Simona Ventura, poi (cosa ben più grave) affermando che una donna fedifraga beccata in flagrante deve “essere lasciata morta lì”. E no, stavolta non potrà uscirsene con “Era solo una battuta. Ho tante amiche ‘lasciate morte lì’”.

È una frase grave, soprattutto perché pronunciate all’interno di un programma che si rivolge a un pubblico popolare, medio-basso e in un Paese con uno dei tassi di femminicidi più alto dell’Occidente. Niente può giustificare un’uscita simile, niente più giustificare un tuo eventuale nuovo “perdono”. Clemente Russo va espulso dal gioco. Subito. Senza televoto o stupidaggini del genere. Perché qui non si tratta più di un programma trash, di un gioco tra morti di fama, di tenere alta l’attenzione del pubblico. Qui si parla di roba serissima, di rispetto della donna, di violenza di genere, di ragazze e signore morte ammazzate da chi avrebbe dovuto amarle e rispettarle. Non c’è più spazio per i meccanismi paraculi da reality show. La soluzione è una e una sola, se vuoi almeno provare a salvare la tua dignità di format televisivo con un minimo di coscienza e di consapevolezza della responsabilità che si ha nei confronti del pubblico.

Fuori Clemente Russo, dunque, ma anche Stefano Bettarini. Non tanto e non solo per aver messo in piazza gli affari privati del suo matrimonio fallito con Simona Ventura, perché quelli sono affari loro, ma soprattutto perché ha trascinato nel fango donne sposate e con figli, per il gusto di vantarsi con il compare di turno delle conquiste amorose. Bettarini, che evidentemente non ha mai accettato di essere solo “l’ex marito di”, ha mostrato in diretta televisiva tutto il peggio dell’uomo medio, del maschio ferito che si vendica sputtanando l’ex moglie in tv, che gioca a fare il castigafemmine perché crede, da troglodita, che le tacche conquistate con una notte di sesso o con le corna possano servire a renderlo un uomo migliore, più maschio, più rispettabile. È la realizzazione televisiva del peggior incubo maschilista e sessista, è il segno inequivocabile che tu, caro Grande Fratello, ormai sei portatore di spazzatura nauseabonda, di messaggi sbagliati e pericolosi per un pubblico fatto in larga parte di giovani e giovanissimi.

La donna va trattata come Russo e Bettarini? È questo il messaggio che uno dei programmi più popolari della tv può permettersi di far passare? Sono le uniche due domande che devi fare a te stesso prima di decidere, stasera, cosa ne sarà dei due uomini delle caverne che si sono resi responsabili di un episodio così grave. Resterai un programma di retroguardia, fuori dal tempo e dalla storia, beninteso. Ma almeno salverai il salvabile. E soprattutto dimostrerai di preoccuparti dei contenuti che fai arrivare nelle case degli italiani. Perché la campagna social che abbiamo lanciato domenica per l’espulsione di Bettarini e Russo non è un polverone mediatico. È il tentativo sincero e appassionato di dare dignità alla televisione nazionalpopolare.

Ci hanno detto che abbiamo sbagliato, che non dovevamo occuparci della vicenda, che l’unica soluzione è spegnere la tv. Ecco, questa è una posizione che non capisco e non capirò mai. Non ho mai finto che tu non ci fossi, perché farlo sarebbe stata una sciocchezza. Non posso fingere che non esista il tuo pubblico. Un atteggiamento così snob servirebbe solo a guadagnare qualche punticino di credibilità radical chic, continuando a parlare sui social dell’ultimo film di Woody Allen o dell’identità di Elena Ferrante. Ma io credo che alto e basso siano i due lati di una stessa medaglia. Credo che non si possa ignorare l’effetto che tu, caro Grande Fratello, continui a generare nel pubblico che ti guarda. E poi, forse sbaglierò, continuo a credere che la tv, anche quella più “bassa”, abbia una responsabilità enorme nei confronti di chi la guarda. Se Clemente Russo e Stefano Bettarini non verranno espulsi capirò che sei irrecuperabile.