Controsorpasso. Non in pista, dove i due rivali non si sfiorano neppure. Ma nel mondiale: Nico Rosberg vince il Gran Premio di Singapore e torna in testa alla classifica, superando il compagno di squadra Lewis Hamilton, solo terzo in Asia. In mezzo ai due uomini Mercedes c’è la Red Bull di Ricciardo, ottimo secondo e sempre più terzo pilota del campionato. Non Kimi Raikkonen, solo quarto, che pure la Mercedes era riuscita a superarla in pista con una grande gara, ma ancora una volta ha dovuto rinunciare al podio a causa della strategia sbagliata decisa dalla scuderia. Peccato, perché a Singapore la Ferrari è sembrata in palla come poche altre volte in stagione: lo dimostra anche la grande rimonta di Sebastian Vettel, partito ultimo e arrivato quinto.

È stata una gara diversa rispetto alle ultime viste in questo campionato. Emozionante nel finale, solitamente narcolettico, e invece noiosa alla partenza. Con Hamilton troppo lontano per attaccare Rosberg e la Red Bull non troppo performante, al semaforo verde stavolta non è successo quasi nulla. L’unico brivido in mezzo al gruppo, dove Hulkenberg è stato speronato da Sainz nel tentativo di superare Verstappen, scattato malissimo al via. Incidente e macchina ferma in rettilineo, con tanto di safety-car e le vetture costrette a transitare dalla pit-lane per ripulire la carreggiata. Una falsa partenza, insomma. Al rientro, Hamilton ha provato subito a riavvicinarsi a Ricciardo per superarlo al volo e rimettersi in scia al compagno, ma non ci è riuscito. Persa quella occasione, le posizioni sono rimaste congelate per diverse decine di giri.

In un circuito cittadino dove superare è difficilissimo, la gara si è riaccesa solo nel finale grazie alle diverse strategie adottate dai piloti di testa. Ricciardo ha deciso di puntare sulla terza sosta, Rosberg no. Aveva 27 secondi da gestire negli ultimi 10 giri, un’enormità in apparenza. Invece la Red Bull con la gomma fresca si è riavvicinata pericolosamente, arrivando in scia però solo all’ultimo giro. Troppo tardi per tentare un clamoroso assalto alla vittoria. Se non altro la Mercedes ha tagliato il traguardo col fiatone. E già questa è una notizia. Lo stesso è successo alle loro spalle, con risultati differenti. Hamilton ha montato la gomma rossa, il “piano B” della Mercedes dopo che Raikkonen era riuscito a superarlo. E i tecnici del Cavallino, pur avendo una trentina di secondi di margine per mantenere il terzo posto (proprio come Rosberg), hanno scelto di fermarsi per copiare la strategia degli avversari, ritrovandosi però alle loro spalle e senza più la possibilità di sorpassarlo.

Così il bilancio di Singapore per la Ferrari il bilancio è in agrodolce. A sorpresa le Rosse sono state protagoniste di una delle migliori prestazioni stagionali, proprio dopo aver toccato il fondo con la disastrosa qualifica di Vettel. Il tedesco, passato dalla pole position di un anno fa all’ultimo posto, sembrava il simbolo dell’involuzione rispetto alla già deludente stagione passata. Invece in gara è arrivato il riscatto: Vettel, con una rimonta davvero generosa, è stato capace di entrare in zona punti e chiudere addirittura al quinto posto, prima di Verstappen che gli era partito 17 posizioni davanti. Ancora meglio ha fatto Raikkonen, davvero scatenato, che a 36 anni sta vivendo una seconda giovinezza. Al 34° giro il finlandese aveva sverniciato Hamilton, andando a prendersi momentaneamente un terzo posto che avrebbe davvero meritato. Al traguardo è arrivato solo quarto, con tanti rimpianti. E la sensazione che quel podio preziosissimo conquistato in pista sia stato buttato via ai box.

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