Uno spettacolo mai visto prima che per questo si merita l’apertura del sito di Nature. Sono state osservate tutte le fasi dell’esplosione di una cosiddetta stella vampiro, che ha “divorato” la sua compagna. Nella lente degli scienziati un sistema binario, composto da una stella nana bianca che ha sottratto materia alla sua stella compagna. Le osservazioni sono diventate uno studio, coordinato da Przemek Mroz, dell’università di Varsavia, pubblicato sulla rivista.

“Il continuo trasferimento di materia dalla stella compagna alla nana bianca – spiega all’Ansa Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope – porta quest’ultima ad una sorta di rigetto, che culmina con un’enorme esplosione, la nova, che fa sì che la stella diventi molto più luminosa del solito”.

In questo caso i ricercatori sono riusciti ad osservare, per la prima volta, tutto ciò che è accaduto prima, durante e dopo l’esplosione della Nova V1213 Cen (Nova Centauri 2009), avvenuta nel 2009. Un risultato possibile grazie ai dati raccolti a partire dal 2003 dall’Optical Gravitational Lensing Experiment (OGLE).

Nei sei anni precedenti l’esplosione “ci sono state delle esplosioni di scala minore – continua Masi – le cosiddette outburst. Il che suggerisce che ci sia stato un trasferimento di materia dalla stella compagna alla nana bianca più lento. Durante uno di questi outburst, si è innescata l’esplosione nucleare più grande, così luminosa che poteva essere osservata anche con un binocolo”. Dopo l’esplosione il trasferimento di massa è aumentato parecchio, per poi rallentare di nuovo. “Tutto ciò è molto importante perché è la conferma sperimentale di qualcosa che si era ipotizzato – conclude Masi – cioè la teoria dell’ibernazione, secondo cui dopo il grosso scoppio della nova, il trasferimento di materia dalla compagna decresce per molti secoli, prima di riprendere e culminare con un’altra nova”. (foto d’archivio)

L’articolo su Nature