Il do ut des del governo mostra i primi frutti. Dopo il temporaneo stop all’addizionale sui diritti di imbarco aeroportuale, inserito a fine luglio nel decreto legge sugli enti locali, Palazzo Chigi incassa il plauso di Ryanair, che annuncia l’apertura di 44 nuove rotte dagli scali italiani e promette 1 miliardo di dollari di investimenti nella Penisola. La compagnia low cost irlandese, svelando il piano durante una conferenza stampa che si è svolta nella sede del ministero dei Trasporti, ha esplicitamente ringraziato l’esecutivo, che sterilizzando l’aumento del balzello fino a fine anno ha rinunciato a 60 milioni di euro di introiti: “Ryanair ha accolto con grande favore le iniziative prese dal governo del presidente Matteo Renzi di annullare l’incremento di €2.50 della tassa municipale dal 1º Settembre 2016, e la modifica delle linee guida aeroportuali del ministro Graziano Delrio, che permetteranno agli aeroporti regionali italiani di competere in condizioni di parità con gli aeroporti di Roma e Milano”, si legge nella nota.

Il comunicato prosegue informando che “queste iniziative hanno permesso all’aeroporto di Pescara di raggiungere un nuovo accordo di crescita con Ryanair, che ora modificherà la decisione di chiusura precedentemente annunciata nel mese di novembre”. Quanto ad Alghero, altro scalo che l’azienda intendeva lasciare, “restiamo in trattative e siamo fiduciosi di chiudere con loro un accordo analogo quando, ai primi di settembre, concluderanno il progetto di privatizzazione in corso”. Resta da vedere che ne sarà dei nuovi investimenti nel 2017, quando l’addizionale tornerà in vigore visto che la sospensione è temporanea e vale solo fino a dicembre Nel 2019, poi, sarà incrementata di ulteriori 32 centesimi.

Per ora, comunque, il Piano di sviluppo 2017 della compagnia irlandese prevede 21 nuovi voli da e per Roma e Milano, 23 nuove tratte presso gli altri aeroporti regionali, 10 nuovi aeromobili e una stima di 3 milioni di nuovi passeggeri che comporteranno un aumento del 10% del traffico italiano di Ryanair (fino a 32 milioni di persone nel 2016 e fino a 35 milioni secondo le stime per il 2017). I posti di lavoro creati negli aeroporti italiani a partire dal 2017 saranno, secondo la compagnia, 2.250. Alcune delle 44 nuove tratte sono già state annunciate. Si tratta di Pescara – Copenaghen, Pescara – Cracovia, Bologna – Lisbona, Bologna – Eindhoven, Trapani – Praga, Treviso – Cracovia, Bari – Liverpool, Roma – Lourdes, Roma – Norimberga, Malpensa – Gran Canaria, Bergamo – Edimburgo, Bergamo – Lussemburgo, Bergamo – Vigo e Palermo – Bucarest.

Il patron di Ryanair Michael O’Leary si è detto “estremamente grato al presidente del consiglio Renzi e al ministro dei Trasporti Delrio per l’adozione di queste misure atte a favorire la crescita del turismo italiano; crescita che sarebbe stata persa, in favore di altri paesi dell’Ue, se l’aumento della tassa comunale non fosse stato annullato, e le linee guida aeroportuali non fossero state riformulate per conformarsi alle norme comunitarie”. Ryanair ha inoltre annunciato di voler festeggiare l’annuncio di “questa crescita record in Italia” mettendo in vendita 100.000 posti in offerta a partire da 8 euro per viaggiare ad ottobre e novembre in diverse località italiane ed europee.

Secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio “il Governo italiano continua nel percorso di allineamento con le norme europee, per aumentare i sevizi ai cittadini e creare opportunità per tutti gli investitori. Salutiamo positivamente il piano industriale 2017 di Ryanair, che permette più voli, più opportunità al turismo in Italia e soprattutto più occupazione”. E per il presidente dell’Enac, Vito Riggio, “lo sviluppo del trasporto aereo costituisce un obiettivo primario per coadiuvare la crescita economica dell’intero sistema Paese. Viviamo in un’epoca in cui il riferimento non è più quello nazionale ma, soprattutto per il trasporto aereo e per le regole che lo governano, è quello dell’Europa, sempre nel rispetto dell’equa competitività e dei diritti dei passeggeri”.