I Comuni sono risorsa preziosa nella lotta all’evasione: perdere il loro aiuto sarebbe un errore clamoroso
A Carpi il comune segnala all’Agenzia delle Entrate una cittadina iscritta all’Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), residente in Germania, dimostrando che vivesse, in realtà, in Italia, con marito e figli, possedesse immobili e avesse diverse utenze intestate, generando un accertamento di 550.000 euro di tasse evase.
Un esempio vero. Tratto da un articolo di Antonino Gentile, ex dirigente di vertice dell’Agenzia delle entrate. Esempio che descrive efficacemente come un Comune, anche piccolo, possa contribuire al recupero dell’evasione fiscale generale. Badate bene: non dei tributi locali (Imu, Tari, multe), ma dei tributi erariali. Tributi nazionali (Iva, Irpef).
Con la pubblicazione del Decreto Legislativo del 7 agosto 2026, n.147, Disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, viene nuovamente sancito l’innalzamento, per gli anni dal 2026 al 2028, al 100% della quota di incentivazione per il recupero dei tributi erariali dei comuni. Quindi, una volta strutturata la segnalazione, chiamata qualificata, il Comune la trasmette telematicamente tramite il portale PuntoFisco all’Agenzia delle Entrate, che valuterà se procedere con l’atto di accertamento finale. L’intero riscosso (un tempo era il 50%) a titolo definitivo andrà al comune segnalante che potrà metterlo a bilancio.
I Comuni storicamente più attivi sono Milano, Genova e Torino. Dal 2008 al 2024 (i dati del 2025 non sono stati ancora pubblicati) Milano ha messo a bilancio 13 milioni e mezzo di euro dalla lotta all’evasione dei tributi erariali. Genova 11 milioni e 325 mila euro circa. Torino 7 milioni e mezzo. Roma, dal momento in cui il 25 febbraio 2022 ha sottoscritto una nuova convenzione con l’Agenzie delle Entrate, ha ottenuto solamente 13.715 euro.
In generale, si è però osservato un calo costante dei benefici economici erogati ai Comuni. Le segnalazioni che hanno ottenuto successo sono scese da 3.455 del 2012 ai 480 del 2023. Nel 2024 i Comuni beneficiari del riparto sono stati appena 304, a fronte di circa 7.900 enti locali in Italia.
Non si sa quante segnalazioni qualificate giungano all’Agenzia. Perché non vengono tutte prese in carico. E qui che nascono i problemi da risolvere. Molte sono le critiche mosse dai Comuni e dall’Anci nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Non vengono infatti riportate le motivazioni in caso di scarto oppure non è chiara la relazione tra le somme erogate al Comune come premialità e la singola segnalazione che ha generato l’accertamento, rendendo difficile per l’ente valutare l’efficacia del proprio operato.
L’Anci ha chiesto formalmente al governo di imporre all’Agenzia di destinare almeno il 3% della capacità operativa degli uffici territoriali esclusivamente all’esame delle segnalazioni comunali e di individuare referenti dedicati per i singoli enti.
I Comuni sono risorsa preziosa. Un errore clamoroso: perdere il loro aiuto. Grazie alla conoscenza capillare del territorio e all’incrocio dei dati possono essere estremamente efficaci. I dati possono essere raccolti durante le attività ordinarie (iscrizioni scolastiche, richieste di autorizzazioni), dai controlli della Polizia Municipale sulle residenze anagrafiche e sui cantieri edili. Dalle multe. Anche dall’analisi delle banche dati esterne, come il Catasto per le proprietà o la Camera di Commercio per le partecipazioni societarie.
Manca invece, ed è gravissimo, l’autorizzazione all’accesso all’anagrafe tributaria e quindi l’accesso ai dati bancari, sui saldi e sulle movimentazioni dei conti correnti. La decisione di concedere l’accesso ai Comuni a questi preziosissimi dati è stata inserita nella Legge di Bilancio del 2020. Un ritardo, ormai di 6 anni, che ha favorito evasori e riciclatori.
Infatti, ed è una delle proposte che avanzo: risulta importante che i comuni costituiscano un nucleo nel contrasto all’evasione tributi erariali e locali coordinato con l’ufficio antiriciclaggio previsto dalla legge 231 del 2007. Un nucleo che decida se inviare una segnalazione qualificata all’Agenzia delle Entrate, oppure/anche una segnalazione di operazione sospetta a rischio riciclaggio all’Unità di Informazione Finanziaria. I dati e le analisi di partenza, come gli inneschi e le segnalazioni che possono giungere anche dalla cittadinanza sono le stesse. Gli output possono essere diversi. Ma entrambi validi.
Nel caso del contrasto al riciclaggio nessuna premialità purtroppo. Solo. Ma non è poco l’impegno alla tutela della sana e libera concorrenza di mercato nel proprio territorio.