Come noto Atlante è un personaggio della mitologia. Secondo Esiodo Zeus lo costrinse a tenere sulle spalle l’intera volta celeste e la punizione gli fu inflitta per essersi alleato con Crono, padre di Zeus, che guidò la rivolta contro gli dèi dell’Olimpo. Pare ora che anche il fondo Atlante2 sia destinato a sorreggere l’intera volta celeste bancaria (italiana, meglio rappresentata da MPS e dall’intero guazzabuglio in cui per anni hanno banchettato i partiti, gli amici degli amici, la mala gestio, ed il cui conto si vuole servire come un piatto freddo ai comuni cittadini).

Il governo, attraverso il Mef, esercita la moral suasion (ergo tradotto dall’inglese in italiano spicciolo: vile ricatto) e invita le 19 Casse di Previdenza cosiddette private riunite nell’Adepp (70 miliardi di patrimonio attuale e quasi 2 milioni di contribuenti; prive di qualsiasi finanziamento pubblico e con una pressione fiscale negativa unica in Europa, incredibilmente ancor peggio rispetto ad Inps e Fondi Pensione) a investire alcuni miliarducci nel nuovo fondo, il cui fondo in pancia ha solo Npl (Non Performing Loan). Crediti deteriorati e sofferenze bancarie tanto per intenderci. E se si chiamano così un motivo ci sarà.

Il Mef chiede di farlo per investire nel sistema del credito italiano, nel sistema Paese, nell’economia reale. Bla bla bla. Ma quando il Mef era chiamato a sostenere un equo peso fiscale sulle Casse cosiddette private e dunque nel futuro della vita di 2 milioni di liberi professionisti (i quali non fanno altro che alimentarsi le proprie pensioni e la propria assistenza), dov’era? Nessuno glielo ricorda?

L’Adepp il 25 luglio ha deliberato di “sostenere l’iniziativa Atlante2”, toccando poi ai Cda dei singoli enti previdenziali decidere l’investimento per 500 milioni di euro. In cambio del sostegno all’iniziativa Atlante2 le Casse dovrebbero ottenere dall’esecutivo la definitiva trasformazione della natura da pubblica a privata (rimessa in discussione solo dal Consiglio di Stato, con tutte le nefaste conseguenze di una ibridazione assurda: organizzati privatamente dal 1994 ma dichiarati pubblici solo per quanto attiene alle conseguenze negative). Una trasformazione tuttavia indispensabile, perché altrimenti l’aiuto di un soggetto sostanzialmente pubblico prefigurerebbe un aiuto di Stato che Bruxelles boccerebbe.

Da tale “gentile concessione” (farsesca) conseguirebbe la non applicazione dei bandi di gara europei per l’affidamento dei mandati, la sottrazione alla spending review (20/25 milioni/anno non briciole), la determinazione in piena autonomia delle remunerazione dei vertici delle Casse (che interessi a qualcuno?) e forse (ma forse) anche la modifica della tassazione sugli investimenti.

Tutto ciò mi pare un po’ pochino atteso che ci sarebbe da ridisegnare interamente il sistema fiscale che ogni anno costa a tutte le casse oltre un centinaio di milioni. Ricordiamo peraltro che i cosiddetti liberi professionisti sono doppiamente “tassati” (e beffati) atteso che pure da contribuenti soddisfano il debito enorme dell’Inps. Dunque cornuti e mazziati.

In realtà i problemi di fondo al fondo (Atlante2) sono almeno tre: etici, politici ed economici. Se per i primi due Adepp li ha ritenuti superati (io avanzo invece forti perplessità), rimane da capire se l’operazione sia economicamente conveniente. Le Casse cosiddette private devono difatti garantire pensioni adeguate e investire finanziariamente con la massima diligenza possibile, senza incorrere in rischi particolari (infatti hanno un sistema di vigilanza assai stringente).

Infatti nel comunicato Adepp si subordina la partecipazione all’iniziativa Atlante2 non solo all’autonomia decisionale dei Cda e al rispetto delle loro asset allocation e alle procedure di investimento, ma anche alle «proposte tecniche per le necessarie valutazioni sui rischi e sul rendimento nonché le formali direttive da parte dei ministeri vigilanti in materia di investimenti». Il Mef avrebbe sventagliato la mera promessa del 6% di rendimento annuo. Occorre invece realmente comprendere cosa ci sia dentro al Vaso di Pandora di Atlante2 e quali rischi reali presenti tutto ciò.

Non si può fare real politik o virtual politik con il futuro di 2 milioni di persone.

In tal senso hanno già assunto posizioni assai dure tanto l’Associazione dei Commercialisti, quanto il Movimento Forense ed Mga, pretendendo trasparenza e senso di responsabilità. Personalmente ho chiesto che in seno a Cassa Forense la decisione venga assunta, quale atto di indirizzo, dall’organo legislativo (Comitato dei Delegati) e non meramente demandato al CdA.

A chi vuole fare (e farsi) politica con i soldi altrui chiedo di farla con i soldi propri.