“È ormai dimostrato in letteratura scientifica che diete fortemente restrittive producono carenze nei bambini in età pediatrica”. Il parere dell’esperto è netto. Alberto Villani, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip) e responsabile dell’unità di Pediatria generale e malattie infettive dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, sottolinea a ilfattoquotidiano.it come siano ormai “diversi gli esempi negli ultimi anni di bambini denutriti, in seguito a diete troppo rigide: proprio nel 2015 ne abbiamo avuti tre in cura nel nostro ospedale”.

Il riferimento è ai casi, balzati di recente agli onori delle cronache, di bimbi costretti al ricovero ospedaliero per un regime alimentare inadeguato. L’ultimo a Milano, dove un bambino di un anno, ma con un peso equivalente a quello di un neonato di tre mesi, è stato costretto al ricovero, disposto dalla Procura, all’ospedale Fatebenefratelli. Le prime analisi hanno dimostrato la presenza nel suo sangue di livelli di calcio “ai limiti della sopravvivenza”. Un altro ricovero analogo riguarda una bambina di Genova, una decina di giorni fa, a fine giugno. “La dieta vegana – spiega Villani – non è quanto di meglio possa esserci per la salute dei bambini”.

In Italia oggi quasi una persona su dieci segue una dieta vegetariana o vegana. Proprio a Milano, ad aprile, è stato aperto un asilo nido completamente vegano. Secondo il “Rapporto Italia 2016” dell’Eurispes, infatti, vegetariani e vegani rappresentano l’8% della popolazione. Una percentuale in crescita di più di due punti rispetto allo scorso anno. In particolare, il 7,1% degli italiani si dichiara vegetariano (nel 2015 la stima era del 5,7%), e l’1% vegano (nel 2014 la stima era dello 0,6%, e nel 2015 era scesa allo 0,2%). La maggior parte di chi ha risposto di essere vegetariano o vegano, secondo l’Eurispes, è mosso da ragioni che hanno a che fare con la salute e il benessere: il 46,7%. Il 30%, invece, dalla sensibilità nei confronti degli animali, mentre poco più del 12% deve la sua scelta alla sensibilità per la tutela ambientale.

Ma quali sono i possibili rischi per la salute dei bambini di una dieta vegana? “Alcuni nutrienti, in particolare, sono essenziali per lo sviluppo, soprattutto del sistema nervoso. Per esempio, la vitamina B12, la cui carenza – precisa Villani – può provocare danni neurologici irreversibili, come atrofia cerebrale. Per noi pediatri, la salute dei bambini viene prima di ogni altra cosa. Occorre far capire ai genitori che un regime alimentare come quello vegano può essere fatto da adulti, ma è necessaria maggiore attenzione in età pediatrica. Un conto, infatti – aggiunge l’esperto del Bambino Gesù -, è l’accrescimento del sistema nervoso, un altro il suo mantenimento in età adulta. La nutrizione in età pediatrica dev’essere, quindi, la più varia possibile, e garantire la presenza di tutti i nutrienti. Come sottolineano molti studi scientifici e lo stesso Progetto 1000 giorni del ministero della Salute – aggiunge Villani -, la salute di noi adulti, sia fisica che cognitiva, è infatti strettamente legata a quello che abbiamo mangiato da piccoli. Nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni, però – conclude lo studioso -, spesso i pediatri non sono a conoscenza della dieta seguita dai bambini, e si accorgono di eventuali problemi solo di fronte a una grave denutrizione, che richiede un ricovero ospedal