Nell’era di una Formula 1 sempre più tecnologica chi influenza moltissimo le prestazioni ed i risultati in pista sono, come sempre, le gomme.

Dopo i sospetti che alcuni team (Mercedes per prima) utilizzassero delle particolari procedure per ottenere un pneumatico con una pressione più bassa rispetto a quella minima imposta da Pirelli, la Fia ha deciso di cambiare, in occasione del Gp d’Austria, la procedura di rilevazione delle pressioni, misurandola prima che il pneumatico venisse montato sulla vettura, e non più dopo.

Sembrava, infatti, che i team pre-riscaldassero moltissimo le parti frenanti per riuscire a innalzare la temperatura, e quindi la pressione delle gomme quando queste venivano montate sulla vettura e quindi risultare in linea con le pressioni minime imposte dalla Pirelli nel momento della misurazione sulla griglia di partenza.

Questa pratica aveva effetto subito dopo la partenza, e già durante il giro di ricognizione, con le parti interne del sistema frenante che grazie all’ingresso dell’aria durante l’avanzamento della vettura, calavano di temperatura, permettendo un abbassamento delle pressioni dei pneumatici, quindi un’impronta a terra di maggiori dimensioni e un grip conseguentemente migliore della vettura con l’asfalto.

Tutto questo, dopo il correttivo introdotto dalla Fia non sarebbe più stato possibile replicarlo, con la speranza che i team più bravi in questa attività, non avessero più il vantaggio che si pensava potessero ottenere, ma di fatto è sembrato invece che i valori in pista siano rimasti invariati e che tanto allarmismo e sensazionalismo fosse del tutto ingiustificato.

Un poco di allarmismo c’è, invece, in casa Ferrari, la quale dopo aver speso anche un ulteriore gettone di sviluppo per la parte endotermica della sua Power Unit, vede tutto vanificato a causa dello scoppio di uno pneumatico e di una strategia un po’ troppo al limite.

Gli uomini di Maranello hanno subito puntualizzato di non sentirsi responsabili di quanto accaduto ma resta comunque il fatto che Vettel era l’unico pilota ad aver accumulato circa 30 giri (quelli in gara più quelli in qualifica) su un unico set di Super Soft.

Certamente è vero che cronometricamente parlando, non vi erano stati segni che potessero allarmare il muretto e Vettel. Va però ricordato che per tutti i 30 giri si è girato con gomme sottoposte a grossi problemi di graining, in una finestra termica non appropriata a quella copertura e che già Raikkonen, che aveva sostituito i pneumatici alcuni giri prima, aveva consegnato al box un treno che sembrava in pessime condizioni.

Resta indiscutibile che le scelte strategiche della Ferrari rimangono sempre un po’ estreme, alla ricerca di un’alternativa che possa metterla davanti a tutti, compensando le lacune tecniche che dopo 9 gare, anche chi accecato dal tifo per la Rossa, non può più negare. Errato però addossare la colpa a Jock Clear, l’uomo ex Mercedes che al muretto deve approvare le proposte strategiche. Proposte che giungono sempre da Inaki Rueda che arrivò in Ferrari dalla Lotus lo scorso anno e che più volte ha avanzato scelte molto discutibili. Non c’è dubbio che l’ultima parola spetti a Claer dal muretto ma non è neanche possibile che si debba sempre dubitare di quanto arrivi dai propri strateghi.

Sicuramente, anche allo stesso Rueda sarà stato chiesto di forzare ed estremizzare le scelte, nel tentativo di cogliere quel successo che fino a questo punto del campionato è sfuggito pur se in qualche occasione sembrava anche alla portata della SF16-H, ma evidentemente questa non è la strada giusta da seguire se si vuole centrare l’obiettivo.

Mancano, ancora, molte gare e la possibilità di centrare qualche vittoria è ancora alla portata, sempre che Mercedes conceda qualche chance, batterli in pista al momento non è possibile e bisogna solo sperare in qualche guaio tecnico e sportivo tra i due piloti… come a Barcellona o per poco come ieri in curva 2. Augurandoci che il nervosismo a Maranello non continui a salire troppo come già è apparso ieri attraverso delle dichiarazioni di Arrivabene rilasciate nel post gara non troppo in stile Ferrari.