Due settimane fa è entrata ufficialmente in ruolo dopo aver passato l’anno di prova ma dal primo settembre sarà costretta ad andare in pensione senza nemmeno la possibilità di effettuare la ricostruzione di carriera. Kathleen Pook, 67 anni, docente di conversazione inglese al liceo Enrico Fermi di Salò non riesce nemmeno ad arrabbiarsi. Dopo 28 anni di precariato, con la Legge 107 lo Stato l’ha assunta ma lo stesso Stato in contemporanea ha deciso di congedarla dal mondo del lavoro. Questione di uffici diversi, di burocrazia, ma intanto la professoressa Pook venerdì da Salò dovrà andare a Crema dove prenderà servizio nella nuova scuola, l’istituto d’istruzione superiore Racchetti. “E’ decisamente una barzelletta quello che sto vivendo – dice – Ho pronto un telegramma di ringraziamento per il ministro ma non so se comprenderà il sarcasmo inglese”.

Una storia paradossale: arrivata in Italia da Londra nel 1971 per studiare la nostra lingua, Kathleen si è innamorata, si è sposata ed ha deciso di restare nel nostro Paese. Dopo aver lavorato in ufficio ha deciso di dedicarsi all’insegnamento: è entrata nelle graduatorie per la sua classe di concorso, ha scalato anno dopo anno il punteggio fino ad arrivare seconda nella provincia di Brescia. Un traguardo mantenuto per 16 anni. Lo scorso settembre ha realizzato il sogno di un’esistenza: ha firmato il contratto a tempo indeterminato. Come tutti i neoassunti ha dovuto sostenere l’anno di prova: compilare un bilancio di competenze in entrata, in uscita, effettuare il peer to peer, seguire i corsi di formazione e alla fine del percorso sostenere un colloquio con il comitato di valutazione.

Peccato che nel frattempo la segreteria della scuola l’abbia chiamata per darle la notizia: “Circa due mesi fa – spiega la docente – mi hanno detto che ero stata collocata in pensione. Non avevo fatto alcuna domanda anche perché avrei dovuto effettuare la ricostruzione di carriera necessaria per il riconoscimento della progressione economica ma non sarà possibile”. Oltre il danno, la beffa: quest’ultimo adempimento va fatto infatti solo a partire dal primo di settembre e dopo aver svolto regolarmente l’anno di prova. E’ un atto necessario per i docenti e serve a vedersi riconosciuti gli anni di servizio pre-ruolo unitamente al servizio di leva per i maschi.

“Io non lo potrò fare – spiega la prof – Non solo: mi sono ritrovata a seguire tutto l’anno di prova per nulla. Non ho parole. Tra l’altro non sono ancora decrepita, avrei potuto continuare ad insegnare. E’ stata tutta una sorpresa. Ora speriamo che il dirigente di Crema comprenda quello che mi è accaduto”.