Decreto scuola, fondi spostati più che aggiunti: slitta il bonus libri, tutor pagati sospendendo le agevolazioni a chi lavora nelle zone di montagna
Il decreto scuola è finalmente arrivato in Gazzetta dopo giorni di bagnomaria in Ragioneria e dal primo ottobre è ufficialmente in vigore. Tra l’ultima bozza e il testo definitivo molte misure restano, vengono confermate quelle delle ultime bozze sul tetto agli studenti stranieri che includono gli stop dati dal Quirinale ma cambiano le dinamiche dei fondi pubblici, vero grande e storico dilemma della scuola pubblica, dove la coperta è sempre corta. Molta parte delle risorse, infatti, non è nuova ma viene semplicemente spostata – come d’abitudine – da capitoli già esistenti. A partire dall’intervento sui libri, che addirittura slitta al 2027, fino a quello su tutor e orientamento che cambia fonte di approvvigionamento e si divide su due annualità.
Bonus libri
Al fondo storico per la gratuità o semigratuità dei testi scolastici si sarebbe dovuto affiancare dal 2026 un nuovo fondo nazionale da 20 milioni per famiglie con Isee fino a 30 mila euro e figli alle superiori. Il decreto rinvia però quel bonus al 2027, prende i 20 milioni attuali e li versa nel vecchio fondo, aggiungendo un milione nuovo: da 159 milioni complessivi previsti si passa a 160. Cambia però la platea perché la distribuzione del vecchio fondo passa attraverso Regioni e Comuni e segue dunque criteri territoriali. Nel Lazio, solo per fare un esempio, la soglia oggi è di circa 15.500 euro: una famiglia con Isee di 20 mila euro che avrebbe potuto accedere al nuovo bonus resta quindi fuori con le regole vigenti ma aumentano le risorse per la platea definita dai criteri territoriali. Dal 2027, invece, il fondo torna, e lo fa con Isee fino a 40 mila euro, ma solo per prima media, prima e terza superiore: entrano nuove famiglie e gli studenti di prima media, escono seconda, quarta e quinta superiore. Restano comunque vigenti i precedenti fondi “territoriali”. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara ha replicato alle accuse di ‘taglio’ delle opposizioni: “Non è vero che c’è stato un taglio sui fondi dei libri di testo. Anzi, a conti fatti, c’è un milione di euro in più. È vero che il bonus libri sarà attivo nel 2027, ma le risorse che erano state previste nel 2026 verranno comunque utilizzate quest’anno con un aumento del 15%”.
Tutoraggio e orientamento
Nell’ultima bozza circolata erano poi previsti 70 milioni nel 2026 per tutor e orientamento. Nel testo definitivo diventano invece 30 milioni nel 2026 e 40 nel 2027. Ebbene: venti milioni l’anno arrivano dalla sospensione, per il 2026 e 2027, del credito d’imposta per affitti e mutui del personale delle scuole di montagna, un incentivo per spingere i docenti e i lavoratori della scuola a trasferirsi in territori più “difficili”. Il decreto stabilisce che l’agevolazione, prevista dal 2025, resti valida per il 2025 e riparta dal 2028. Il ministero respinge però l’accusa di aver sottratto 40 milioni alla montagna: sostiene che, non essendo ancora stato approvato uno dei Dpcm necessari a individuare i Comuni beneficiari, le risorse del 2026 “sarebbero andate perse” e sono state quindi riallocate contro la dispersione scolastica. Aggiunge che una volta definiti i tempi del Dpcm, saranno reperite le risorse necessarie anche per il 2027. Resta però un dato: allo stato attuale il decreto elimina la copertura prevista dalla legge per entrambe le annualità 2026 e 2027 e per riattivarla servirà quindi un nuovo intervento finanziario. Altri 20 milioni per tutor e orientamento nel 2027 arrivano poi dal fondo per la formazione incentivata dei docenti.
Sostegno
Cambiano le regole con cui vengono decise le ore di sostegno per gli alunni con disabilità. Il Pei, cioè il Piano educativo individualizzato che stabilisce obiettivi, attività e necessità di supporto di ciascun alunno, non si limiterà più a “proporre” le ore: dovrà definire e motivare il numero di ore di sostegno da assegnare alla classe. Per chi frequenta già la stessa scuola, il Pei dovrà inoltre essere pronto entro giugno, anziché essere definito definitivamente in autunno, così da programmare prima l’anno successivo. Nel passaggio da una classe all’altra dovrà essere valutato prioritariamente il mantenimento delle ore già riconosciute: per esempio, se un ragazzo aveva 18 ore, si parte dalla valutazione della continuità di quelle 18, salvo cambiamenti nelle sue condizioni. Non è però una garanzia automatica: il decreto precisa che tutto resta subordinato all’organico effettivamente assegnato. E non stanzia nuovi posti di sostegno.
Latino e tecnici
Confermato dal 2027/28 il latino facoltativo dalla seconda media, un’ora a settimana, senza fondi dedicati. Tecnici e professionali diventano “licei tecnologici” e “licei professionali”, ma l’ordinamento resta invariato. Alla filiera tecnologico-professionale vanno 10 milioni in più nel 2027: una chiara priorità di questo governo.
Edilizia e Pnrr
Gli interventi di edilizia scolastica finanziati dal Pnrr ma non conclusi potranno proseguire anche oltre la scadenza del Piano. Rispetto all’ultima bozza, però, si dimezza dal 4 al 2% la quota delle risorse che il ministero può utilizzare per assistenza tecnica, gestione, monitoraggio e rendicontazione: meno margine, quindi, per accompagnare i cantieri rimasti indietro proprio nella fase più delicata della chiusura del Pnrr.
Stranieri
Dal 2027/28 nelle classi prime scatterà il tetto del 30%, ma non riguarda indistintamente tutti gli alunni con cittadinanza non italiana. Alla primaria si contano quelli non nati in Italia o senza almeno due anni di scuola dell’infanzia; alle medie e superiori quelli senza almeno tre anni frequentati con esito positivo nel sistema nazionale. Se il limite non può essere rispettato, gli uffici territoriali dovranno redistribuire le iscrizioni tra scuole vicine, tenendo conto della prossimità al domicilio. Per gli istituti che restano sopra soglia nasce un fondo da 3,4 milioni nel 2027 e 14,14 milioni annui dal 2028 per attività linguistiche extracurricolari. Dunque non ci sarà potenziamento di organico.
Italiano e volto coperto
La parte sui corsi di italiano diventa meno generalizzata e più “individuale”. Le scuole dovranno segnalare ai servizi sociali i casi in cui persistenti barriere linguistiche dei genitori ostacolino il percorso scolastico. Il progetto potrà prevedere un corso gratuito di italiano fino al livello A2 il cui mancato svolgimento, dopo diffida e senza giustificato motivo, costerà da 200 a mille euro. Stessa sanzione per chi partecipa alle attività scolastiche con il volto coperto, salvo ragioni sanitarie o didattiche.
Altre risorse
Come già raccontato, anche i 14 milioni destinati alla retribuzione accessoria dei presidi non sono tutti nuovi: 5,8 milioni arrivano dal Fondo Buona Scuola e 8,2 milioni da risorse legate alle scuole innovative INAIL. Aumentano di 4 milioni l’anno nel 2026-27 il fondo contro il cyberbullismo e di 3 milioni quello per educazione al rispetto e contrasto alla violenza di genere: anche qui le coperture arrivano però dalla riduzione di altri fondi affini.