Dopo tre partite l’Italia ha due certezze: segnarle è impresa ardua, ma costruire gioco idem. Qualsiasi siano gli interpreti. L’Italia 1 vista contro Belgio e Svezia o la versione B, come ‘brutta’, schierata da Conte contro l’Irlanda in un match da giocare con il primo posto già in tasca e la Spagna che ci aspetta lunedì a Parigi. Una sicurezza ce l’ha anche Antonio Conte: l’equilibrio ha la precedenza su brio e fantasia. Lo dimostrano le scelte di Lille, dove Insigne ed El Shaarawy vengono esclusi dall’undici titolare ed entrano in campo solo negli ultimi venti e dieci minuti. Nonostante l’andazzo noioso e piatto della partita con i soli Immobile e Zaza a concludere, senza troppe pretese, nella prima ora abbondante di gioco. Allo scugnizzo napoletano e al Faraone basta invece toccare tre palloni nell’ultimo quarto d’ora per colpire un palo e sporcare i guantoni di Randolph, lindi fino a quel momento. È un’Italia scarica che, senza la testa sul pezzo, finisce anche per subire il primo gol di questo Europeo, figlio di un errore di Bonucci che non ‘sente’ Brady alle spalle su un cross di Hoolahan e lascia passare il pallone, spizzato di testa dall’esterno per la rete che vale la qualificazione e la gioia degli oltre 30mila irlandesi. La nazionale di O’Neill passa come terza e forse, dopo questo ‘regalo’, dimenticherà il gol di Totò Schillaci a Italia ’90.

Lì finì il Mondiale dei gaelici, lunedì inizia quello degli azzurri: battere la Spagna per affrontare con ogni probabilità la Germania e poi eventualmente la Francia. Tre delle nazionali più forti del pianeta per cercare di arrivare a Parigi. Servirà molto di quello che a Lille non si è visto, come contro la Svezia. Un ‘piano B’ per affiancare alla solidità difensiva qualcosa di costruttivo. Se Conte cercava risposte e alternative a De Rossi nei piedi di Thiago Motta non le ha decisamente ottenute. Così come Sturaro, spaesato e mai nel vivo della manovra, non aggiunge nulla a quel che non faccia già Parolo. L’Italia è timida quando deve provare a costruire. Non può affidarsi neanche a Bernardeschi, schierato dal primo ma mai capace di offrire uno spunto. Nel primo tempo l’Italia è tutta un tiro da fuori di Immobile che arriva dopo 40 minuti di nulla, durante i quali l’Irlanda va alla caccia del terzo posto prima con l’aggressività e poi provando a imbastire qualcosa: Hendrick di sinistro mette a lato di poco, Murphy stacca su Barzagli e Sirigu deve sbracciarsi. Poi nel finale McClean va giù in area in seguito a un contatto con Bernardeschi, ma per Hategan è tutto regolare. Vince la noia, insomma. L’Irlanda è poca cosa per impensierire il collaudato scacchiere difensivo azzurro, che ricalca quello della Juve anche con Ogbonna al posto di Chiellini e Bonucci, male in fase d’impostazione, rischiato nonostante la diffida. L’Italia più semplicemente non fa nulla per arrivare dalle parti di Randolph, forse mentalmente scarica – in tal caso Conte avrà qualcosa da dire a chi finora ha giocato meno e avrebbe dovuto mettersi in mostra – o perché, vuoi o non vuoi, la qualità è quella. Mediocre. Non a caso dopo una bella girata di sinistro di Zaza su cross di De Sciglio – la prima azione ragionata degli azzurri – gli unici pericoli veri arrivano nell’ultimo quarto d’ora, quando il ct decide di far esordire anche Insigne ed El Shaarawy portando a 22 il conto dei giocatori già scesi in campo in questo Europeo. La prima palla dell’attaccante del Napoli, acclamato dal pubblico, è un assist invitante che Sturaro controlla male. La seconda è una serpentina conclusa con un destro schiantatosi sul palo. La terza è un uno-due nello stretto con El Shaarawy che il Faraone rovescia nello specchio impegnando Randolph. Dieci minuti, tre tiri. Molto più di quanto visto contro la Svezia e nei primi settantacinque minuti contro l’Irlanda, brava a trovare il guizzo decisivo per gli ottavi in fondo a un secondo tempo meno arrembante del primo. Poco importa: l’Italia cercava una prestazione, non il risultato. Non l’ha trovata. Contro la Spagna servirà qualcosa in più, davanti a un’altra difesa non proprio irresistibile a dispetto delle statistiche. Insigne ed El Shaarawy hanno inviato un sms al commissario tecnico. Chissà se Conte lo riceverà.