Alexander Shprygin, il leader degli ultras nazionalisti russi, è stato arrestato ieri notte a Tolosa. Peccato, però, che fosse già stato fermato ed espulso una settimana fa, dopo gli scontri di Marsiglia. L’uomo “più indesiderato” di Euro 2016 (come lo aveva etichettato la rivista transalpina Télérama) ci ha messo appena qualche giorno a tornare in Francia: ieri era comodamente seduto in tribuna per Russia-Galles, il match che ha sancito l’eliminazione della sua nazionale, facendosi beffe della polizia e dei controlli sul suo profilo Twitter. E la sua presenza al Municipal è un altro smacco per il sistema di sicurezza della manifestazione, che fin qui sembra essere riuscito a scongiurare l’incubo terrorismo ma ha terribilmente sottovalutato la minaccia degli hooligans.

Fra le decine di tifosi arrestati in Francia, quello di Alexander Shprygin non è un nome qualunque. Classe 1977, ultrà della Dinamo Mosca, nel 2007 ha fondato l’Associazione nazionale dei tifosi russi, in cui è riuscito a riunire gruppi di fede e tradizioni differenti, accomunati dalla stessa ideologia nazionalista. È considerato uno dei pionieri dell’introduzione del neonazismo negli stadi. E nonostante i suoi estremismi – si è fatto ritrarre in foto mentre faceva il saluto nazista, nel 2015 aveva criticato la presenza di troppi “visi neri” nella nazionale francese – in patria è diventato una figura di riferimento per il pallone russo. Vicino a Vladimir Putin e al ministro dello sport Vitaly Mutko, assistente personale di Igor Lebedev, deputato del partito Ldpr, il cui presidente Jirinoksi è il portavoce aggiunto della Duma. Sarà anche per questo che Mosca è intervenuta per difendere i suoi tifosi, dopo le violenze di Marsiglia e i provvedimenti delle autorità francesi.

Shprygin è in possesso di regolare accredito e viaggia gratuitamente al seguito della nazionale insieme a tutta la sua “ciurma”. “In quanto presidente dell’associazione dei tifosi, è una figura para-ufficiale, legittimata dalla Federazione del suo Paese. Le autorità russe non ci hanno trasmesso nessun atto che ci permettesse di vietargli l’accesso al nostro territorio”, ha spiegato quasi per giustificarsi Pierre-Henry Brandet, il portavoce del ministro dell’Interno. Anzi, le istituzioni transalpine avevano già dovuto avere a che fare con lui lo scorso marzo, in un incontro ufficiale per i rapporti fra i due Paesi in vista del torneo, che l’ambasciata aveva definito “amichevole e costruttivo”, prima che i fatti di Marsiglia costringessero a cancellare in fretta e furia resoconti e foto di quella riunione.

Sostenuto dalle autorità del suo Paese, riconosciuto (volenti o nolenti) da quelle straniere, Shprygin è riuscito ad arrivare in Francia. Per ben due volte. Solo sabato scorso a Nizza era salito sull’areo che doveva riportarlo a Mosca mostrando con orgoglio la bandiera russa. “Costituisce una minaccia grave e reale all’ordine pubblico”, si leggeva nel provvedimento di espulsione. Con la stessa bandiera sedeva ieri sugli spalti dello stadio di Tolosa, mantenendo fede al proposito di ritornare a Euro 2016 annunciato qualche giorno fa. “È stato un tantino faticoso, ma ce l’ho fatta”, ha scritto su Twitter. E non sarebbe il solo: secondo la sua testimonianza, almeno altri quattro tifosi di quelli espulsi sarebbero riusciti a rientrare in Francia. Come ciò sia stato possibile, lo ha spiegato proprio il diretto interessato all’Agence France Presse, prima che la polizia lo arrestasse di nuovo: “Sono solamente stato espulso, ma il mio passaporto non è stato annullato, tutti i visti sono ancora lì. Posso circolare legalmente dentro l’Unione Europea: sono allo stadio con un biglietto, non c’è nulla di anormale”.

Adesso “è guardato a vista” e sarà oggetto di un “procedimento amministrativo e giudiziario”, ha garantito il portavoce del Ministero. Ma le sue parole, e la sua doppia incursione in territorio francese, minano la credibilità di tutto il sistema di sicurezza di Euro 2016: che non ha avuto la forza per bloccare il suo arrivo in un primo momento, e neppure gli strumenti normativi per impedire il suo ritorno. Per gli organizzatori l’unica buona notizia è la vittoria del Galles di Gareth Bale per 3-0: la Russia se non altro è stata eliminata, Shprygin e i suoi seguaci non avranno ragioni per tornare in Francia un’altra volta.

Twitter: @lVendemiale