Si è svegliato, gli hanno tolto il tubo dell’ossigeno e dopo 30 secondi ha fatto battute con i medici e soprattutto un’infermiera, alla quale ha anche offerto un lavoro a Telecinco. Una “reazione sorprendente“, come la definiscono i medici, quella di Silvio Berlusconi, operato al cuore al San Raffaele. I figli lo hanno sentito per telefono, “sorpresi” – dicono i medici – della sua immediata vitalità. La riabilitazione, spiegano i medici, durerà fino a luglio, ma non ci sono ostacoli al proseguimento della sua attività politica. Piuttosto è la famiglia che ora sembra spingere perché il leader di Forza Italia regoli meglio la sua vita e i suoi impegni. “Fra un mese, un mese e mezzo, Silvio riprenderà a fare quello che vorrà – dice Paolo Berlusconi – Magari prendendo decisioni su certi aspetti della sua vita che lo lascino un po’ libero, senza abbandonare il partito ma svolgendo il ruolo di padre nobile“.

Il bollettino, comunicato dal medico personale di Berlusconi (oltre che primario di rianimazione) Alberto Zangrillo e dal cardiochirurgo che l’ha operato Ottavio Alfieri, dice che il leader di Forza Italia ha passato bene la prima notte dopo l’intervento. “Certamente va tenuto conto dell’età e di altre cose – spiega Alfieri – Ma non mi sentirei di dire: ‘No, no può fare una campagna elettorale o politica’. Questa è cosa che deciderà lui e nessuno potrà cambiare molto la sua decisione”. L’obiettivo, conferma Zangrillo, è mettere l’ex presidente del Consiglio in una condizione di “autodeterminazione, nelle condizioni di scegliere quello che potrà fare”. A chi chiede se la campagna elettorale avrebbe influito sullo stato di salute dell’ex Cavaliere, Alfieri ha risposto: “Sarebbe una nuova patologia quella della insufficienza aortica da stress elettorale”.

Il decorso, puntualizza Zangrillo, è “regolare, il migliore che ci potessimo aspettare. Alle 6 del mattino l’ho liberato dal vincolo dell’assistenza respiratoria e si è manifestato il Silvio Berlusconi di sempre che dopo 30 secondi ha fatto subito una battuta con un aneddoto sulla mia assistente di terapia intensiva, Cristina“. Quale? “Dopo essersi complimentato per l’assistenza che gli ha fornito durante la notte, le ha dato una alternativa di lavoro a Telecinco“. “Ha reagito veramente sorprendendo tutti, si è compiaciuto del fatto che c’era ancora, abbiamo rivissuto gli ultimi momenti prima dell’intervento, è entrato subito in interazione con chi lo circondava”.

Il cardiochirurgo ha precisato che “bisogna stare sempre all’erta per eventuali complicazioni: non è finita e bisogna sempre essere molto cauti. Le complicazioni sono sempre possibili, anche in fase un pochino più tardiva. Ecco perché il livello di attenzione non deve diminuire”. Tuttavia non ci sono state complicazioni. “E’ stata rimossa la valvola malata – precisa Alfieri – e impiantata una di tipo bovino. Il resto del cuore è in ottime condizioni ed è ripartito immediatamente senza problemi”.

Berlusconi uscirà domani, 16 giugno, dalla terapia intensiva. E già domani potrà cominciare a camminare. La riabilitazione sarà di tipo motorio e respiratorio, poi ci sarà anche quella neurologica. Prima sarà in programma una degenza di 5-6 giorni in ospedale, poi la convalescenza proseguirà in una struttura riabilitativa (che potrebbe essere lo stesso San Raffaele). La riabilitazione dura una quindicina di giorni. In ogni caso quello effettuato “si può considerare un intervento definitivo”.

“Non è ancora finita” dice Paolo Berlusconi. “Mi sono commosso perché mi ha detto delle cose molto belle – continua parlando con Milan Channel – L’ho trovato lucido e attento, ringraziava tutti per l’affetto con cui l’hanno circondato. E’ un uomo che pensa sempre agli altri e mai a se stesso. Prossimamente ci siamo tutti imposti, anche io e i figli, di stargli molto vicino nel periodo di convalescenza per fargli capire che deve pensare a se stesso. E’ inutile che parli con persone che vogliono cose da lui, in tema politico o di lavoro: deve pensare soprattutto a se stesso”.