Non c’è pace per gli italiani che si recano in un Paese europeo e decidono di telefonare, mandare messaggini o andare su Internet. Un nuovo tassello si è aggiunto alla saga infinita del taglio delle tariffe del roaming da quando, lo scorso 30 aprile, sono state attivate le nuove soglie valide per tutta l’Europa nel segno del risparmio e della trasparenza. Il Giurì della pubblicità (preposto alla tutela del cittadino-consumatore) ha, infatti, giudicato ingannevole lo spot Vodafone Red e ne ha ordinato la cessazione in televisione.

In particolare, nel mirino dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria, presieduto da Mario Barbuto, è finito lo slogan che vede come protagonista Bruce Willis che, in vacanza a Barcellona, alla disperata ricerca di una rete Wifi per navigare, incontra una turista italiana e solo allora può contare sulla sua offerta offerta telefonica, visto che – si sente nello spot – “Vodafone Red elimina il roaming in Europa e negli Stati Uniti con chiamate e giga inclusi anche all’estero”. Peccato che il Giurì, “esaminati gli atti e sentite le parti” – come si legge nella pronuncia dell’8 giugno 2016 – abbia dichiarato che“la pubblicità è in contrasto con l’articolo 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale per la scarsa leggibilità quando riporta la dicitura ‘8 GB 4G‘ contenuta nella parte finale”. In altre parole, al consumatore che – comodamente seduto sulla poltrona di casa guarda la pubblicità della Vodafone – non vengono forniti correttamente e chiaramente tutti gli elementi sulla tariffa in questione dall’inizio alla fine dello spot. Intanto Vodafone ha già fatto sapere che sta dando esecuzione alla pronuncia del Giurì, sottolineando che comunque “è stata riconosciuta la piena correttezza del claim ‘Nasce Vodafone Red ed elimina il roaming in Europa e negli Stati Uniti con chiamate e Giga inclusi anche all’estero’ che continuerà ad essere utilizzatonnelle sue comunicazioni”.

Anche ilfattoquotidiano.it nelle scorse settimane, facendo le pulci ai piani tariffari che i big telefonici hanno attivato automaticamente per bypassare l’applicazione delle nuove eurotariffe, le più economiche di sempre, aveva sottolineato che i nuovi piani ‘Red’ promettono sí di eliminare il roaming in Europa e in America per i nuovi piani business e consumer, ma solo a fronte del pagamento di un canone ogni quattro settimane. Dettaglio quest’ultimo spiegato poco chiaramente, come denunciato dall’Aduc che ha presentato un esposto.

Bene, allora si dirà che questa decisione del Giurì è un’ottima notizia per gli italiani che si sentiranno così più tutelati dalle insidie che si nascondono nella giungla di tariffe e offerte telefoniche. Più che altro, però, la decisione è la diretta conseguenza dell’entrata a gamba tesa di Tim e Wind nei confronti di Vodafone. Sono stati, infatti, i due gestori telefonici a chiedere all’Istituto dell’autodisciplina giudiziaria di esprimersi sulla pubblicità in questione, visto che al momento per loro è impossibile pubblicizzare offerte sul roaming. Il motivo? Il Garante per le Comunicazioni (Agcom) lo scorso 31 maggio ha diffidato Tim e Wind per pratiche commerciali scorrette, avendo attivato ai propri clienti un piano tariffario a pacchetto mai richiesto (Roaming Europa Daily Basic di TIM e Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea di Wind) e, soprattutto, impossibile da disattivare. Con la diretta conseguenza di aver fatto spendere un mucchio di quattrini ai consumatori, nonostante esista una tariffa protetta prevista dall’Ue. Nel dettaglio: per le chiamate in uscita il costo totale non deve superare i 19 centesimi al minuto, per quelle in entrata il prezzo massimo è di 1,14 centesimi al minuto, per gli sms si arriva a massimo 6 centesimi, mentre per navigare non si devono superare i 20 centesimi a MB. Il tutto, però, Iva esclusa.

L’Agcom nei giorni successiva alla diffida di Tim e Wind ha anche pubblicato un Atto di indirizzo in relazione alla corretta applicazione del nuovo Regolamento sul roaming che, comunque, non fa altro che spiegare in maniera molto semplice le nuove regole imposte dall’Europa, con la speranza che gestori e clienti possano avere un quadro più completo sulle disposizioni. Nel documento, il Garante stabilisce che: “l’offerta di servizi roaming al dettaglio a tariffa fissa periodica può essere alternativa alla tariffa base, ma non può costituire l’unico piano tariffario disponibile”; “si deve aderire espressamente all’offerta alternativa tramite esplicito consenso”, altrimenti si applica automaticamente la tariffa base; “i gestori sono tenuti a fornire ai consumatori informazioni esaurienti e complete sulla tariffa base e sulle tariffe alternative offerte al momento della sottoscrizione dell’abbonamento” aggiornando “senza indebito ritardo i propri clienti in roaming sulle tariffe applicabili ad ogni variazione”; “il cliente deve essere pienamente informato circa la possibilità di poter recedere senza oneri e in qualsiasi momento da un’offerta alternativa a favore di quella base o di un’eventuale altra offerta alternativa”.