Partiamo dalle cose serie: a parte l’exploit di Ramos-Vinolas con Raonic, impossibile da pronosticare, e Gasquet che supera Nishikori, ho indovinato tutti i pronostici. Ma proprio tutti, compreso Berdych su Ferrer. E poi l’ennesima sconfitta di Gasquet con Murray dopo aver vinto il primo set. E pure il quarto di finale Thiem-Goffin, da cui – lo scrivo da quando si è ritirato Nadal – uscirà il semifinalista anti-Djokovic. Tutto, ho preso tutto. E ogni volta è così. E’ davvero sconcertante la mia competenza: mi faccio quasi paura da solo. Passiamo ora alle cose più marginali. La pioggia ha stravolto il calendario. Teoricamente si devono ancora giocare due quarti di finale maschili, Djokovic-Berdych e appunto Thiem-Goffin, ma la trama è scritta e il torneo si è allineato da tempo alle semifinali. Le racconterò ora, con la consueta allergia all’errore. Prendete appunti.

Djokovic-Thiem – Djokovic non avrà alcun problema con Berdych, al massimo gli lascerà un set (Djokovic, ve lo ricordo, ha già vinto da settimane il titolo). Con Thiem può cedere un set e dovrà verosimilmente accettare uno o più long set, ma non perderà. Thiem sarà sul tetto del mondo, ma è ancora presto. Va detto che, nei quarti con Goffin, l’austriaco qualcosa rischia. E’ un match da Thiem 65% e Goffin 35%, anche perché il belga ha tre anni in più e il gap anagrafico in questi casi vuol dire molto. Infatti, negli scontri diretti, Goffin è avanti 5 a 2 (ma Thiem ha vinto due delle ultime tre sfide). Oltretutto i due sono amici e le partite tra amici, spesso, sono insondabili. Per entrambi sarebbe la prima semifinale Slam e chi vincerà tra i due entrerà nei top ten. Quest’ultimo è un falso problema, perché entrambi nella top ten ci sono già (basta guardare la Race) e ci resteranno a lungo. Viviamo un anno di cambiamenti: scivoleranno sempre più giù i trentenni e verranno via via sostituiti dalle nuove leve. La mia idea è che Thiem vincerà in 4 o 5 set con Goffin, per poi perdere in quattro da Djokovic. Se invece Goffin vincerà con Thiem (in 4 o 5), Djokovic lo maciullerà con una virulenza che non vedevamo dai tempi di Ivan Drago con Apollo Creed. In ogni caso Djokovic in finale. Agile.

Wawrinka-Murray – Era l’unica semifinale possibile della parte bassa e il suicidio di Nishikori con Gasquet ha reso (ancora) più facile la strada allo scozzese. Il quale, però, in cinque match ha perso cinque set. Sono tanti, certo, ma vogliono dire poco. Anzi: hanno aiutato il Nevrastenico-Tignoso Andy ad avvicinarsi al top della forma. Una volta superato nel primo turno Stepanek, che nel quinto set è stato a due punti dal match, è parso ancora più chiaro come Murray non avrebbe mai – e poi mai – perso prima della semifinale. Qui trova Wawrinka, che difende il titolo e che ha sfruttato il tabellone più facile dell’universo: l’altro giorno ho visto il main draw del Challenger “Sandro Gozi” di Ciggiano (Ar), e vi giuro che era molto più probante. Ho scritto una settimana fa che lo svizzero Butterato-Pingue sarebbe arrivato facilmente in semifinale, e infatti ci è arrivato, ma che lì si sarebbe fermato con Murray (o Nishikori). Ne ero così certo da scrivere che, se lo avessi visto in finale, avrei addirittura votato “sì” al referendum di ottobre. E se lo avessi poi visto vincere in finale, sarei financo andato alla Leopolda ad applaudire Andy Big Wart Romano. Oggi dico che alla Leopolda non ci andrò, perché Djoko non può perdere due finali su due a Parigi di fila con la stessa persona da strafavorito, ma il “sì” a ottobre non è impossibile. Mannaggia. I precedenti dicono 8 a 7 Murray, ma Wawrinka ha vinto le ultime tre sfide. Uhm. Dico Murray al 55%, vincente in quattro o cinque set. Buon divertimento, anche se il divertimento forse sarà poco.