“Cercasi ragazzo tra i 15 e i 18 anni nano o con altra disabilità che faccia tenerezza”. Il casting privo di scrupoli per la nuova serie tv di Francesca Archibugi sbuca su una bacheca di Facebook e fa indignare gli utenti della rete. Si dovrebbe intitolare Romanzo Famigliare la nuova fiction prodotta da Wildside che l’autrice di Mignon è partita inizierà a breve a girare in Toscana, prossimo programma di punta in prima serata su Rai1.

Un casting estremamente “variegato” quello di Romanzo Famigliare, soprattutto nel post apparso sulla pagina Facebook nella direttrice di casting italiana, Luana Velliscig, responsabile della selezione e della dicitura incriminata. “Per la mini serie tv “Romanzo Famigliare” di Francesca Archibugi”, è stato scritto online sul social della Velliscig: “un ragazzo di 15/18 anni di origine araba, una ragazza di 15/18 anni di origine araba, una ragazza di 15/18 anni di origine slava, una ragazza di 15/18 anni di robusta costituzione, una ragazza di 25/30 anni di origine slava con neonato e che allatti ancora, minori di 4, 8 e 12 anni, uomini e donne tra i 4 e i 70 anni con accento livornese; un ragazzo di 15/18 anni nano o con altra disabilità che faccia tenerezza”. Il post datato 23 maggio 2016 alle ore 16.11 è stato commentato da decine e decine di utenti online che hanno cominciato chi ad insultare, chi a prendere in giro la frase legata alla selezione del disabile “che fa tenerezza”, tanto che dopo 24 ore le ultime tre parole sono state cancellate dall’amministratore/trice del profilo social.

“Ciao, sarei interessato al ruolo del nano disabile – commenta tra i tanti Daniele Parisi – sono alto 90 cm cagionevole di salute ma non vi muoio sul set giuro, sono abbastanza disabile e tenero spesso la gente mi lascia spiccioli e talvolta soldi in carta, specifico perché potrebbe essere un valore aggiunto, so fare le seguenti facce: tenero, più tenero, pietoso, più pietoso, arrabbiato, più arrabbiato, perplesso, abbastanza perplesso”. “Peccato e menomale che se il tempo me lo permette porterò mio figlio disabile al mare, altrimenti sarei venuto a sputarvi direttamente in faccia… Molto teneramente naturalmente”, aggiunge Marco Giorda. E ancora: “Voi fate pena, vergognatevi”. Anche se il commento più eclatante arriva direttamente da Gianluca Nicoletti, giornalista, scrittore e conduttore radiofonico che ha scritto Una notte ho sognato che parlavi. Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico (Mondadori). L’autore di Melog ha postato un video su Youtube, dove appare con il figlio che a sua volta tiene in mano un cartello. “Ecco siamo noi”, spiega nel video Nicoletti, “guardate quanta tenerezza, questa sua frase che tende ad intenerire, fai la faccia tenera Tommy. Questo nostro grido d’apertura e amicizia per il casting della fiction Rai è espresso in questo cartello: #tenerezzastocazzo”.

Romanzo Famigliare narra la vicenda di una madre 32enne alle prese con la figlia sedicenne, che a sua volta rimane incinta da adolescente, proprio com’era capitato a lei. Una storia realistica, che – si legge in un comunicato di presentazione del progetto – apre uno squarcio su una serie di problematiche legate a incomunicabilità, pregiudizi, ma anche amore e amicizia, un viaggio nel mondo dei giovanissimi ma anche in quello dei trentenni mai cresciuti o cresciuti troppo in fretta.

Sul sito della Film Commission Torino-Piemonte, la città dove si svolgerà la selezione per Romanzo Famigliare la prossima settimana non compare la precisazione “che fa tenerezza”, ma solo “si cerca un attore nano o con altra disabilità”. Così mentre la diretta interessata, Luana Velliscig, non è raggiungibile ed anzi, dopo che la polemica è finita su decine di siti web, ha cancellato completamente il post del casting incriminato, è la produzione Wildside a prendere le distanze dall’accaduto: “Ci appoggiamo sempre ad ogni film prodotto a casting locali per la selezione di chi reciterà. La responsabile della selezione ha aggiunto di sua iniziativa sulla sua pagina Facebook specifiche scoperte anche noi sul web, e che riteniamo con linguaggio indecente ovviamente non su nostre indicazioni. Altrettanto ovviamente questa persona è stata appena licenziata e non proseguirà nell’incarico con contratto temporaneo per la produzione del film dell’Archibugi”. La stessa regista romana ha dichiarato: “Mi vergogno tantissimo, hanno tutti ragione, né io né la produzione sapevamo niente di questo annuncio. Lo ripeto, mi vergogno e questa è l’unica cosa che posso dire”.