Bolzano vota alle Comunali per la seconda volta in un anno. Luigi Spagnolli, eletto sindaco nel maggio 2015 a capo di una coalizione di centrosinistra (Pd compreso), non aveva trovato una maggioranza in consiglio comunale. Ma le nuove elezioni rischiano di disegnare uno scenario simile, visto che a vincere è di nuovo la frammentazione. Al ballottaggio per scegliere il primo cittadino della città altoatesina vanno Renzo Caramaschi, candidato del Pd, vincitore delle primarie ed ex city manager dell’amministrazione comunale, e Mario Tagnin, primo esperimento di laboratorio (ovviamente con variabili locali) di un listone di centrodestra senza simboli di partito. Ma già le percentuali raccolte al primo turno dai due candidati che si sfideranno il 22 maggio per la poltrona di sindaco dicono molto: Caramaschi, il capofila, non è andato oltre il 22,32 per cento, mentre Tagnin non ha superato il 18,39.

L’affluenza è stata del 56 per cento, in leggero calo (dell’1,67 per cento). Gli aventi diritto erano circa 80mila. Il dato conferma un trend di progressiva diminuzione dell’affezione al voto anche in un’area, l’Alto Adige, che vede normalmente affluenze al voto superiori rispetto al dato nazionale. A causare una certa disaffezione dei bolzanini per le urne, poi, è anche certamente il fatto di essere stati chiamati per la seconda volta al voto nel giro di un solo anno. Rispetto alle elezioni dell’anno scorso è cambiato leggermente il sistema elettorale: un apposita legge regionale, infatti, ha introdotto una soglia minima per essere eletti. Ciò non ha impedito che si siano presentate 17 liste in sostegno di 13 candidati sindaco.

In consiglio comunale saranno rappresentati 10 partiti e tra questi ci sarà Casapound, rivelazione di questa tornata elettorale a Bolzano. Il candidato della lista fascista, Maurizio Puglisi Ghizzi, ha preso il 6,21 per cento, 2646 voti effettivi, e in consiglio il partito avrà 3 consiglieri. Nel 2015 la lista aveva preso il 2,4 per cento. C’è da capire quanto abbia pesato sul voto altoatesino la vicenda dell’immigrazione, con il Brennero che è al centro dello scontro tra Italia e Austria che minaccia di chiudere le frontiere per fermare il flusso di migranti.

E’ stata invece la Suedtiroler Volks Partei fino a metà scrutinio a cercare di strappare il ballottaggio al centrodestra: Christoph Baur, tuttavia, si è fermato al 15,95 per cento dei voti. A seguire il Movimento Cinque Stelle con Caterina Pifano all’11,55% e la sinistra (Rifondazione, Sinistra europea e Verdi) con Norbert Lantschner all’8,02%.

Gli altri candidati erano a capo di liste civiche: Giorgio Holzmann 4,83%, Angelo Gennaccaro 4,28%, Anna Pittarelli 2,29%, Elena Artioli 1,88%, Cristian Kollmann 1,53%, Vanja Zappetti 1,61% e Franco Murano 1,13%. Tra questi spuntano Kollmann candidato della Südtiroler Freiheit (la lista dell’autonomista Eva Klotz), Holzmann, ex parlamentare del Pdl (formazione Msi-An), e Elena Artioli, ex leghista che si era presentata alle primarie del Pd, ma era stata esclusa perché ritenuta non in linea con le idee e i valori del partito. Da qualche tempo la Artioli è vicina alle posizioni dei Liberal di Enzo Bianco, il sindaco di Catania, a capo di una corrente di “moderati” all’interno del Pd.

Nel centrodestra si registra da una parte il rimpianto della parlamentare bolzanina fedelissima di Silvio Berlusconi, l’ex sottosegretaria Micaela Biancofiore: “La lista unica Uniti per Bolzano, con la quale – con mia assoluta contrarietà – si è cancellato il simbolo di Forza Italia, arriva al 7,6%. La somma dei tre partiti che lo compongono alle ultime elezioni amministrative era il 12,2% e i consiglieri eletti erano 6, scesi oggi a 4. Di questi 4 nessuno è espressione di Forza Italia che sparisce dal consiglio comunale del capoluogo altoatesino”. Ricostruzione che però è respinta dal segretario della Lega in Trentino, Maurizio Fugatti: “A Bolzano abbiamo raggiunto un risultato storico: per la prima volta nella storia la Lega Nord, in alleanza, arriva al ballottaggio con il candidato Mario Tagnin. Siamo molto soddisfatti: la Lega, inoltre, è il primo partito del centrodestra e abbiamo rieletto tutti i cinque consiglieri uscenti. Avanti così. Ora lavoriamo per governare”.

Dall’altra parte il candidato Tagnin in vista del ballottaggio lancia un appello alla Svp, tradizionalmente vicina al centrosinistra: “L’appello è quello di uscire dai vecchi schemi, che non hanno portato da nessuna parte. La città ha finalmente bisogno di una maggioranza stabile”.