Ci sono molti motivi, tutti validissimi, per iscriversi al Fatto Social Club. Ne indicherò, per brevità, solo dieci.

1. Perché Pina Picierno non solo non lo farebbe mai, ma si arrabbierebbe pure moltissimo se lo faceste. E fare arrabbiare “Dolce Forno” Pina è molto divertente.
2. Perché Il Fatto è una comunità, e senza di voi non saremmo più una comunità. Senza di voi saremmo soli, tanto soli, più o meno come Mogol senza Battisti. Anzi di più. Molto di più.
3. Perché l’informazione libera e indipendente, qualche piccolo sacrificio, lo impone. Da parte di tutti.
4. Perché, se non lo farete, il direttore del cartaceo non sarà più Marco, ma quel gran figaccione pelato di Rondolino.
5. Perché è una gran bella idea, ci sono un sacco di rubriche fighe (soprattutto le mie), l’impegno è minimo e il godimento massimo. Certo, non godrete quanto un trampling in tacco 12 eseguito da Rosario Dawson sulla vostra schiena, ma sarà comunque un discreto godimento. Fidatevi.
6. Perché, se vi iscriverete, potrete continuare a insultarmi nei commenti col nickname “NicodemoTiAmo” (anche se io preferisco “MarcoLilloSuka” e “RenziNuovoChurchill”).
7. Perché questo è solo l’inizio, e non sapete (iscrivendovi) cosa vi attenda.
8. Perché, se lo farete, renderete felice Peter Gomez, e tenendo conto di come lui tifi per una squadra allenata da Mancini, di felicità ha tanto bisogno.
9. Perché io tifo per una squadra allenata (per ora) da Brocchi e posseduta (per ora?) da Berlusconi, quindi sto messo molto peggio. E qualche gioia dovrete pur concedermela.
10. Perché più il Fatto Quotidiano sarà sano, più sarà sana l’informazione in Italia. E dunque la democrazia. E dunque il Paese. E dunque il pianeta Terra. E quindi l’universo tutto. (Questa me l’ha suggerita Travaglio, che ogni tanto si lascia prendere la mano).
Non lasciateci soli. O vi mandiamo a casa Nardella.

P.S. Il punto 4 è uno scherzo. Forse.