Il Monte dei Paschi di Siena archivia il primo trimestre del 2016 con un utile di 93,2 milioni di euro, sopra le attese, ma si appresta a tagliare altri 2.500 posti di lavoro di qui al 2018, dopo aver lasciato a casa già 5.500 persone. Lo ha detto in conference call con gli analisti l’amministratore delegato Fabrizio Viola, che ha parlato di “un impegno con la Ue per arrivare a tagliare 8mila risorse: 5.500 sono già state tagliate, altre 2.500 lo saranno entro il 2018”. Inoltre, ha spiegato il manager, “vogliamo chiudere 350 filiali, che vuol dire meno costi operativi, per il momento sull’efficienza dei costi questi sono i target. Ma la riduzione dei costi non sarà così forte nel 2016 come nel 2014 e 2015″.

Viola ha anche annunciato nuove iniziative per ridurre l’ammontare dei crediti deteriorati, che ammontano a 47 miliardi lordi, in aumento di 377 milioni rispetto alla fine del 2015. Nel trimestre precedente erano cresciuti di 414 milioni. Quelli netti invece si riducono di 85 milioni, a 24 miliardi di euro. Le rettifiche su crediti scendono a 346 milioni, in calo del 40% rispetto al quarto trimestre 2015, valore più basso degli ultimi quattro anni. L’istituto senese ha dato mandato a Mediobanca di mettere in piedi una piattaforma per la gestione dei suoi non performing loans. “Vogliamo gestire questa piattaforma in parallelo” rispetto ai piani di cessione degli Npl, “facendo ricorso sia a Gacs (la garanzia pubblica sulle sofferenze, attivabile però solo per quelle di migliore qualità, ndr) sia al fondo Atlante. Dobbiamo considerare anche quello che potrà essere l’impatto di questi due”. Per la piattaforma “l’obiettivo è raggiungere un accordo con un fornitore di servizi per gestire il recupero dei crediti deteriorati che rimangono sui conti della banca. La piattaforma non è concepita per deconsolidare gli npl”.

Ancora in forse l’aumento della quota della banca in pancia al Tesoro, che dal luglio 2015 ha il 4% perché all’epoca l’istituto ha dovuto pagare in azioni gli interessi dovuti sui Monti bond. Il prossimo luglio Rocca Salimbeni dovrà versare una nuova cedola sui 4,1 miliardi di prestiti ricevuti dallo Stato nel 2012, ma Viola ha spiegato: “Dobbiamo aspettare la posizione ufficiale del Mef, che non conosciamo”, per sapere “se la cedola sarà pagata in contanti o in carta”. Infatti il contratto firmato nel 2013 dalla banca con il ministero dell’Economia prevede che in caso di conti in rosso Mps paghi gli interessi in azioni. L’istituto ufficialmente ha chiuso lo scorso esercizio in utile, ma solo grazie all’effetto contabile positivo derivante dalla chiusura del derivato Alexandria. Bisognerà vedere come sarà interpretato il risultato in via XX Settembre.