Il mistero è durato davvero poco, un giorno. Prima la scomparsa di tutti i contenuti dei social, senza una riga di spiegazione, senza un comunicato stampa. Poi ecco il singolo che anticipa l’uscita dell’album, sempre in rete. Non solo, sempre in rete, su Facebook, è arrivato anche l’artwork che accompagna l’uscita del singolo, intitolato Burn the witch, brucia la strega.

Stiamo ovviamente parlando dei Radiohead, e di chi se no? È di loro che si è parlato ininterrottamente ieri, proprio in seguito all’azzeramento dei contenuti nelle loro pagine social. Un ottimo modo di fare marketing, si può concludere oggi, con l’uscita del singolo. Il video che accompagna la canzone, di cui parleremo a breve, è diretto dal solito Chris Hopewell, già al loro fianco in passato. Si tratta di un video di animazione, che parte con un uccellino che fischietta su un ramo e prosegue con scene ambientate in un paese, scene apparentemente rassicuranti, in realtà piuttosto cupe e sinistre.

La canzone, dicevamo. Dopo tanta attesa finalmente cominciamo a sentire come suonerà il nuovo lavoro della band di Oxford. Da sempre Yorke e soci ci hanno abituato a cambi di rotta, dal rock chitarristico iniziale all’elettronica dell’ultimo lavoro, passando per la sperimentazione spinta di Kid A e Amnesiac. Burn the witch non sembra poi un brano troppo estremo. C’è un impianto giocato sugli archi, un po’ come Viva la vida dei Coldplay (in quel caso gli archi erano del nostro Davide Rossi), con però un tappeto di elettronica a fare da ritmica. La voce di Yorke, che del suono Radiohead è una delle cifre non solo più riconoscibili ma centralissime, stavolta è un po’ meno sottile del solito, forse anche grazie all’età anagrafica, e ci mostra colori un po’ più scuri che in passato.

Nell’insieme un brano assai intrigante, apparentemente meno impegnativo delle ultime prove, da The King of Limbs a In Raibows. Un motivo plausibile, probabilmente, c’è. Burn the witch è in realtà un brano che, non in questa versione definitiva, circola ormai da quasi quindici anni. Per la precisione la prima volta è apparso è nel 2003, quando il titolo fece bella mostra di sé nel booklet di Hail to the Thief. La canzone, in una versione decisamente diversa, e con un testo diverso, era stata eseguita durante il tour successivo, e di nuovo nel 2007 Thom Yorke aveva pubblicato parte del testo nel sito della band. Ecco probabilmente spiegato il perché suoni diversa dagli ultimi lavori, anche se questa commistione tra classico, sezione archi, e nuovo, elettronica, sembra più figlia dei giorni nostri.

Tanto era apparso strano il gesto dadaista di far scomparire tutti i contenuti dai social, altrettanto suona davvero bizzarro tornare dopo cinque anni dal precedente lavoro con un brano già sentito e datato 2003. Ma i Radiohead sono i Radiohead, non sembra che rispondere alle aspettative della gente rientri nel loro campo di interessi. Quel che è importante è che il brano suona assai bene. Ora non resta che capire quando uscirà l’album e iniziare a immaginarsi cosa Thom, Jonny e soci abbiano in mente per promuoverlo. Ne vedremo e  sentiremo delle belle, su questo c’è da scommetterci.