I verdiniani da oggi in poi parteciperanno alle riunioni dei gruppi di maggioranza per esaminare le proposte di legge e gli emendamenti prima di andare in Aula. Se non è un invito al governo, poco ci manca. “Siamo in paradiso”, ha commentato Denis Verdini uscendo dall’incontro con la delegazione dem a Montecitorio. “Non siamo in maggioranza. L’opposizione dice che non siamo all’opposizione, noi siamo in paradiso“. L’ex pontiere del Patto del Nazareno, senatore imputato in 5 processi e condannato per concorso in corruzione per la ristrutturazione della Scuola dei Marescialli di Firenze, ha lasciato Forza Italia dopo la rottura tra Berlusconi e Renzi per formare il gruppo Ala che sostiene il governo e che più volte è stato decisivo per far passare alcuni testi di legge. Al momento conta 20 componenti ed è il terzo gruppo di maggioranza al Senato: solo il 28 aprile ha raccolto l’adesione di un cosentiniano doc (Antonio Milo) che ha ritrovato altri senatori (come Vincenzo D’Anna e Ciro Falanga) vicini all’ex sottosegretario Nicola Cosentino, attualmente in carcere perché accusato di concorso esterno alla camorra.

L’incontro è avvenuto nell’ufficio del capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato: da una parte c’era la delegazione dem composta dai capigruppo e dal vicesegretario Lorenzo Guerini, dall’altra i capigruppo di Ala Ignazio Abrignani e Lucio Barani e il leader Denis Verdini. Al piano di sotto si sono invece riuniti i rappresentanti dei territori di Sinistra riformista Pd, che hanno polemizzato con la maggioranza: “Ogni volta che si avvicina Verdini perdiamo voti”, ha commentato il deputato della minoranza Roberto Speranza.

Il paradiso per Verdini e Ala significa potersi confrontare con la maggioranza sui provvedimenti prima di arrivare in Aula. Un cambio nella forma che rischia di andare a incidere radicalmente sulla galassia che sostiene il governo Renzi. “Tra i gruppi di Ala e del Pd”, ha spiegato Verdini, “non c’era ancora stato alcun incontro e visto che siamo nati per sostenere le riforme era necessario che ci vedessimo. Occorreva parlarsi perché noi finora abbiamo votato i provvedimenti che sono arrivati in Aula, ma ora vorremmo vederli prima. Abbiamo concordato una metodo di confronto senza il quale ci saremo trovati in difficoltà”. Quindi Verdini e i suoi parteciperanno alle riunioni dei gruppi di maggioranza per esaminare insieme le Pdl e gli emendamenti? “Sì. Questo è importante per la funzionalità del lavoro alla Camera e al Senato, per completare il percorso delle riforme“.

Verdini ha poi evitato di entrare nel merito delle domande sulla riforma della prescrizione e del sistema penale: “Oggi non abbiamo parlato dei singoli provvedimenti”, ha detto. “Quindi, non abbiamo discusso di prescrizione. Se volete un mio giudizio sul tema, dico che hanno ragione tutti. Ha ragione chi vuole la prescrizione lunga e chi vuole un processo breve. Si mettano d’accordo… Non si può essere sotto processo tutta una vita, non si può far cadere reati in prescrizione, ma ci dovrebbe essere una riflessione. Le responsabilità sono di molti, non soltanto dei termini di prescrizione. Dipende anche da come funziona la giustizia, ci sono tante cose. Ma siccome io sono un imputato, non posso parlare di giustizia, mi difendo nei tribunali”.

Il primo aiuto concreto di Verdini e i suoi sarà nella campagna per il sì al referendum confermativo delle riforme costituzionali in programma a ottobre prossimo. Ala ha votato a favore del ddl Boschi. “Abbiamo parlato della formazione dei comitati del sì”, ha spiegato Verdini, “senza stabilire ancora nulla. Anche gli amici del Pd stanno pensando a cosa fare. La nostra intenzione è votare sì, è evidente visto che siamo nati per il sì”. E alla domanda se la collaborazione prefigura la nascita di un partito della Nazione, ha ribattuto: “Per rispondere a una domanda di questo tipo, bisognerebbe fare una conferenza stampa. Comunque, una conferenza stampa non la farò mai, perché voi siete bizzarri”.