Il 12 aprile del 2016 Mark Zuckerberg ha aperto l’annuale F8 – la conferenza di Facebook che indica all’industria digitale le linee guida del futuro. Le notizie più entusiasmanti degli F8 riguardano solitamente impercettibili modifiche all’EdgeRank, algoritmo di Facebook, o sottigliezze di web design che cambiano Homepage o Diario. Ora Zuckerberg è cresciuto. E tutti, anche coloro che non si interessano di tecnologia, dovrebbero prestargli molta più attenzione.

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Il Mark Zuckerberg del 2016 ha illustrato come i suoi droni porteranno Internet a tutto il mondo, gratis. A sostegno di questo obiettivo ha teorizzato che navigare su Internet incrementerebbe la possibilità di trovare un lavoro e accedere alle cure sanitarie. Ovviamente è falso. Zuckerberg lo sa. Infatti nessuna fonte è stata menzionata.

Il n. 1 di Facebook ha soprattutto abbracciato la retorica politica. Passaggi come “ci vuole coraggio per scegliere la speranza anziché la paura” hanno segnato lo stacco tra presentazione e propaganda. Prima ha ricordato che lo scopo di Facebook è connettere le persone. Poi ha spiegato che il futuro sarà costituito di realtà virtuale e intelligenza artificiale – cose che anzi di connettere le persone fanno esattamente il contrario. Per fortuna gli utenti sanno bene che l’unico obiettivo di Facebook è connettere aziende e consumatori. Il resto è rumore di fondo.

Il patto definitivo col diavolo del business e la conseguente condanna a morte di WhatsApp sono state ambo annunciate con l’introduzione dei Messenger Bots. I Bots velocizzano il rapporto tra consumatori e aziende. L’utente di Facebook Messenger inoltra una richiesta a un’azienda, il bot risponde in modo automatico in pochi secondi. Diventa possibile riservare un tavolo senza dover usare l’applicazione del ristorante. Diventa possibile chiamare un Uber direttamente da Messenger.

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Screenshot in alto: i Bots di Lyft e Uber sono comparsi nel mio Messenger semplicemente perché una ragazza francese li aveva menzionati in una conversazione privata. Questo si chiama spam

Con i Messenger Bots ci guadagnano tutti. Gli utenti, che in mobilità vanno di fretta e voglio risparmiare tempo aprendo meno App possibili. Le aziende, che creano un ponte diretto con i propri consumatori. E ci guadagna Facebook, ovviamente, che appena metterà a punto un sistema sicuro di pagamento online diventerà il più trafficato punto di intersezione tra domanda e offerta mai progettato prima. Allora le transazioni avverranno direttamente in casa di Zuckerberg. Nessuno uscirà più dal recinto di Facebook.

I Messenger Bot, come i Telegram Chatbot, sono il segno di dove sta andando la comunicazione. L’utente è pigro e vuole svolgere più azioni in un numero sempre più ristretto di luoghi. Al posto di usare dieci applicazioni per svolgere un’azione – che sia comunicare, consumare informazioni o acquistare servizi – l’utente vuole usarne una per svolgere 10 azioni. Il punto è che WhatsApp è rimasto fuori dal gioco.

Nel suo discorso di 30 minuti, Zuckerberg ha pronunciato la parola “WhatsApp” una sola volta. In due giorni di conferenze, solo 1 evento su 44 ha riguardato l’azienda di messaggistica istantanea. Quello che tiene in vita WhatsApp è il numero di utenti, dunque la possibilità di raccogliere molte conversazioni private che poi Zuckerberg segmenta e rivende agli investitori pubblicitari su Facebook. Appena queste conversazioni si sposteranno in luoghi più interessanti, dove le persone possono svolgere più azioni, WhatsApp cadrà nell’irrilevanza.

Il fatto che WhatsApp sia stato abbandonato dal suo nuovo padrone dice molto sulle strategie di colonialismo digitale firmate Mark Zuckerberg. Si potrebbero riassumere così: “Compra, sfrutta, abbandona”. Il social network di Zuckerberg sta usando i Big Data di WhatsApp per perfezionare la qualità delle proprie pubblicità. Facebook Messenger e pochi altri competitor – Telegram in Europa, WeChat in Asia, Soma Messenger in America Latina – ingloberanno la quasi totalità del traffico da mobile che oggi si disperde in più applicazioni.

Presto diventerà irrazionale videochiamare con l’App1 e chattare con l’App2 se un’App3 offrirà ambo le funzioni in un solo posto. Gli utenti hanno solo bisogno di tempo per venire a conoscenza di un’alternativa che semplifica la vita. In pochi anni Messenger renderà obsoleto WhatsApp. Jan Koum e Brian Acton, co-fondatori di WhatsApp, verranno messi alla porta. Mark Zuckerberg potrà smettere di condividere le decisioni con persone esterne alla sua azienda. Scacco matto.

Ad oggi, è difficile immaginare il mondo che Zuckerberg ha delineato nella sua “10-year road map”. Chi scrive lavora a San Francisco, e sa che presto alle parole seguiranno i fatti. Tutti allora capiranno che Zuckerberg non era uno stregone, e che le sue non erano profezie. Mark Zuckerberg è un informatico. Le sue sono previsioni matematiche del mondo che verrà.