Ormai funziona così. Una volta c’era questa faccenda dell’attesa. Cominciava a girare notizia che stesse per uscire un album. Si diceva che tale artista era in tale studio con tale produttore. Iniziava a spuntare una data presunta di uscita, che poi, immancabilmente veniva corretta in corsa. Se l’artista era importante iniziavano anche a girare, sui giornali prima, in rete più recentemente, qualche foto dell’artista in studio, poi le prime immagini ufficiali, la foto di copertina, il titolo, la tracklist. Se c’era qualche collaborazione importante veniva centellinata, come si fa quando si vuole tenere la gente col fiato sospeso. Alla fine iniziava una sorta di conto alla rovescia, conto che partiva da più lontano tanto più era amato e seguito l’artista. Poi, finalmente, il giorno dell’uscita di un album: ci si svegliava agitati, con l’ansia di correre nel nostro negozio di fiducia, odorare la copertina, se si era ancora ai tempi del vinile, si prendeva quel che c’era da prendere, magari dopo aver letto le recensioni sui giornali specializzati, che le recensioni uscivano prima apposta, per preparare l’ascoltatore all’ascolto. Si correva a casa e si metteva il disco o il cd sullo stereo e iniziava la magia.

Poi è arrivata la rete, la musica si è fatta quasi totalmente liquida, sono iniziati i leak, tutto è cambiato. Così succede che esce il nuovo album di un pezzo da novanta come Beyoncé, e esce così, all’improvviso, senza un reale preavviso. Pronti via. Esce, e non potrebbe essere così, direttamente su Tidal, la piattaforma di cui è in parte titolare con suo marito Jay-Z, e si chiama Lemonade.

Chiaro, qualche indizio era stato buttato sullo sterrato, come briciole di pane, ma mancava la data, il più. Come dire, nel momento in cui si è saputo titolo e tracklist, ieri, l’album era già disponibile su Tidal, da comprare e ascoltare. Gli indizi erano un tour, che la porterà il 18 luglio allo stadio Meazza di Milano, e un singolo, Formation, che al tour regala il titolo. Indizio più corposo l’atteso film in onda sulla HBO, dal titolo omonimo, Lemonade. Si pensava sarebbe stato un documentario, invece si tratta di una sequenza di video atti a presentare l’album, esattamente come era stato fatto con l’ultimo lavoro di studio della nostra. Boom.

Dodici brani. Con ospiti importanti e anche piuttosto atipici, trattandosi di Beyoncé. Jack White, James Blake, Kendrick Lamar, The Weeknd, in forma di featuring, Ezra Koenig e Father John Misty, invece, in veste di autori. Campioni presi da un parco macchine altrettanto variegato, dai Led Zeppelin (la loro When the Leeve Breaks è presente in Don’t Hurt Yourself) agli Outkast, dagli Yeah Yeah Yeahs agli Animale Collective. Ora non resta che ascoltarle, queste dodici canzoni, e poi andarla a vedere dal vivo, il suo tour mondiale parte il 27 aprile da Miami.