La Giornata mondiale dedicata all’autismo è stata celebrata il 2 aprile: a distanza di pochi giorni però una scuola comunica solo in extremis alla famiglia di un 14enne autistico che i compagni di classe sono andati in gita e che dunque il figlio dovrà restare da solo, in classe, con uno dei due insegnanti di sostegno. Giulio, affetto da una grave forma di autismo, frequenta la terza media a Livorno: “Erano tutti in gita – dice la mamma al FattoQuotidiano.it – ma noi non ne sapevamo nulla. O meglio, ce lo ha detto l’insegnante di sostegno solo mezz’ora prima che Giulio arrivasse a scuola”. La scuola si difende parlando di un semplice difetto di comunicazione e aggiunge che “per Giulio stiamo dando tutto”. Ma intanto vengono annunciate mozioni in consiglio comunale e su facebook è già partita la campagna #iosonoGiulio.

Il consiglio di classe ha ritenuto che la gita a Larderello (Comune collinare in provincia di Pisa famoso per i soffioni boraciferi) non fosse adatta a lui: “Ma a noi non c’è mai stato comunicato nulla – racconta il padre – se invece fossimo stati coinvolti magari si poteva cercare di trovare una soluzione, è già la terza gita a cui mio figlio non partecipa”. Preside e insegnante di sostegno – contattate dal FattoQuotidiano.it – parlano di “spiacevole difetto di comunicazione” ma precisano: “A inizio anno, d’accordo con la famiglia, è stato deciso che l’opportunità della partecipazione di Giulio alle varie gite sarebbe stata valutata di volta in volta dal consiglio di classe”. Poi aggiungono: “Le due precedenti gite, dopo un confronto con la famiglia, erano state ritenute non adatte a Giulio. Ancor meno adatta è subito sembrata al consiglio di classe l’iniziativa a Larderello: è sembrato quasi scontato, visto quanto deciso per le due precedenti iniziative”.

#iosonoGiulio
Sui social network intanto è già partita una campagna di protesta con i selfie scattati con il cartello #iosonoGiulio. Un’iniziativa lanciata da un amico della famiglia: “Anche lui – spiega la madre del ragazzo – ha un figlio autistico: ha lanciato quest’iniziativa dopo aver sentito la nostra storia”. Il babbo di Giulio però precisa: “Non vogliamo accusare nessuno, né tantomeno creare problemi alla scuola di nostro figlio. Chiediamo solo maggior attenzione nei confronti dei ragazzi autistici”.

I genitori: “Non c’è malafede, ma non ci hanno coinvolto”
Giulio è entrato in classe alle 9,30 e per un’ora è rimasto con l’insegnante di sostegno. Poi la madre, come da programma, è tornato a riprenderlo per portarlo a fare terapia: “Mio figlio è un autistico grave non verbale, ha avuto un anno difficile. E’ cambiato anche l’insegnante di sostegno che lo seguiva da 2 anni”. Il padre precisa: “L’insegnante si è scusata per averci comunicato solo in extremis della gita a Larderello, non c’è ovviamente malafede, ne siamo consapevoli. Il problema è a monte: il consiglio di classe in questo caso non ci ha coinvolto, hanno deciso i ‘tecnici’ cosa sia meglio per Giulio senza un confronto con la famiglia. Capiamo perfettamente i problemi del mondo scolastico: io e mia moglie ci saremmo però fatti in quattro per dare una mano ai docenti e permettere a Giulio di andare in gita”.

La scuola: “Per Giulio stiamo dando tutto”
La preside dichiara che la gita a Larderello non è stata ritenuta adatta a Giulio perché “camminare tutto il giorno nei boschi lo avrebbe stancato e irritato“. Quindi definisce le proteste “una pugnalata: per questo ragazzo stiamo facendo il massimo. Per compensare la sua mancata partecipazione alle altre gite abbiamo organizzato una serie di iniziative ad hoc solo per lui. E continueremo a farlo”. L’insegnante di sostegno, quella da tre anni al fianco di Giulio, parla di “doccia fredda”. Poi afferma: “L’assistente educatrice che ci aiuta a seguire il ragazzo in un paio di casi non è potuta venire di sabato: ho sacrificato ben volentieri il mio giorno libero per stare accanto a Giulio quando potevamo benissimo chiamare una sostituta sconosciuta. Lo rifarei tranquillamente”. Poi conclude: “Ho guardato l’itinerario della gita a Larderello, mi sembrava per Giulio ancor meno adatto rispetto alle due gite precedenti. Mi è sembrato scontato che questa cosa non fosse fattibile per lui. C’è stato un difetto di comunicazione, è vero, me ne scuso nuovamente. Ma queste polemiche sono ingiuste: abbiamo fatto tutto in buonafede e per Giulio tutto il team docente sta facendo il massimo”.