C’è chi invita Giuseppe Salvatore Riina, figlio del boss mafioso di Cosa Nostra, a presentare il proprio libro in un programma della televisione pubblica. E poi, in una piccola libreria di Catania, c’è chi informa che quello stesso volume non ha alcuna intenzione di farlo circolare: “In questa libreria non si ordina né si vende il libro di Salvatore Riina”, recita il cartello apparso fuori dalla libreria “Vicolo Stretto” della città siciliana. Ad affiggerlo la proprietaria, Angela Sciacca, che questa mattina ha fatto circolare la notizia sul suo profilo Facebook. Sotto la foto del cartello, la signora Sciacca ha postato: “Chiedo a tutti i miei colleghi di affiggere lo stesso cartello!”, auspicando poi, durante un’intervista rilasciata a ‘Radio Cusano Campus’, emittente dell’Università Niccolò Cusano di Roma, che “l’idea possa essere ripresa e allargarsi a macchia d’olio per espandersi ad altre librerie”.

Il libro, “Riina, Family Life” (edizioni Anordest), è al centro di numerose polemiche per la partecipazione del figlio del capomafia alla trasmissione “Porta a Porta”: “Ho studiato la storia della mafia in Sicilia – ha detto Sciacca – ho visto e abbiamo visto, i palermitani più dei catanesi, cos’è la mafia. Non ho bisogno che il figlio di Riina scriva un libro per fare sapere chi sia la sua famiglia e cosa sia la mafia”. E aggiunge: “Trovo che fare circolare il libro non sia corretto né rispettoso nei confronti delle vittime della mafia, da Giuseppe Fava, a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, da Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Peppino Impastato”.