Nonostante sia stato proclamato il cessate il fuoco dal 26 febbraio scorso, previsto dagli accordi diplomatici tra Russia e Stati Uniti, i combattimenti in Siria non si fermano. E oggi le truppe governative e milizie loro collegate, sostenute dagli attacchi di aerei russi, hanno “liberato la zona settentrionale di Palmira” e hanno obbligato i combattenti dell’Isis a ripiegare nel centro dell’antica città archeologica della provincia di Homs. L’entrata a Palmira dell’esercito di Bashar al-Assad è riportata dai media di Damasco, dall’agenzia russa Ria Novosti attraverso un suo inviato e dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.

L’agenzia stampa di Stato Sana ha mostrato alcuni aerei da guerra che sorvolavano la zona, elicotteri che lanciavano missili e soldati e mezzi blindati che si avvicinano alla città, ma afferma che l’esercito governativo non è ancora entrato in città. I civili – ha riferito l’Osservatorio – hanno iniziato a fuggire quando i militanti dello Stato islamico hanno detto loro tramite megafoni di lasciare il centro città man mano che i combattimenti si avvicinano. Anche il canale di informazione di Stato Ikhbariya ha diffuso delle immagini provenienti da una zona appena fuori dalla città e affermato che i soldati dell’esercito hanno preso il controllo di un’area che ospita diversi alberghi nella parte ovest di Palmira. L’Osservatorio, dopo le notizie della tv Ikhbariya, conferma che i lealisti “hanno il controllo” della zona in cui si trovavano gli alberghi, vicino al sito archeologico, ma riferisce al contempo di “violenti scontri in corso tra il regime e i miliziani alleati contro l’Is”. Gli attivisti parlano di “molti caduti” sia tra i lealisti che tra le fila dei jihadisti. Ma i miliziani dell’Isis in Siria hanno diffuso un video in cui mostrano di essere ancora presenti a Palmira. Lo riferisce la direttrice del gruppo di monitoraggio dei siti jihadisti Site, Rita Katz, su Twitter. Nelle immagini pubblicate si vedono strade semi deserte, qualche autovettura in giro e la bandiera nera del Califfato ancor presente in città.

Tra il 20 e 23 marzo i jet militari di Mosca hanno ucciso 320 uomini dello Stato islamico e distrutto 146 obiettivi militari dell’Is. A sostenerlo sono fonti del ministero della Difesa russo guidato da Sergei Shoigu, specificando che nei bombardamenti sono stati messi ko cinque carri armati, sei pezzi di artiglieria, due magazzini di munizioni e una quindicina di automezzi. Palmira era controllata dai miliziani di Al Baghdadi da maggio 2015. In particolare, una fonte militare ha detto che sono state strappate all’Isis la valle di Al Qubur e la collina Al Qusur, a ovest della città, dopo la collina Al Tar, che si trova tre chilometri a ovest del Castello di Palmira.