Berlusconi chiama Alfano. E Alfano risponde al vecchio padre politico. L’ex cavaliere, prima della sua visita a Palermo, lancia un messaggio a Angelino Alfano in un’intervista al quotidiano La Sicilia: riproporre in Sicilia il modello-Milano, dove Fi e Ncd si sono alleate per sostenere un candidato indipendente. “In politica – premette il presidente di Fi – vince chi non serba rancore. Ncd è un partito costituito da donne e uomini che vengono dal centrodestra, la cui collocazione naturale è con noi. E sono solo felice quando, come a Milano, si creano le condizioni perché i moderati stiano tutti insieme, mi auguro che questo succeda anche in Sicilia”.

“Micciché – aggiunge il presidente di Fi – sta lavorando per questo, e gli esponenti di Ncd sanno che questa è per loro l’unica strategia ragionevole. Quindi sono ottimista e so che con i moderati faremo grandi cose. La gente ci chiede di stare uniti, non divisi. La posizione di Ncd a livello nazionale ovviamente mi dispiace, ma ora stiamo parlando della Sicilia. Mi sta a cuore parlare dei temi siciliani, più che di quelli nazionali. La Sicilia è una regione complessa – continua Berlusconi – fatta di tante anime diverse e con problemi davvero drammatici. Micciché ha guidato in passato Forza Italia e la coalizione ai più grandi successi, ed oggi sta lavorando per tenere tutti uniti. In un grande partito liberale è normale che ci siano opinioni diverse e anche legittime aspirazioni, ma mi pare che Gianfranco sia riuscito ad unire. Oggi tutti i segnali che mi vengono dalla Sicilia mi dicono che nella regione c’è una gran voglia di centrodestra. Che Forza Italia è di nuovo vitale e aggregante”.

All’ex premier il ministro dell’Interno risponde con una apertura: “Le parole di Berlusconi mi fanno piacere. I fatti ci dimostrano che abbiamo visto giusto e in tempo. Quindi noi di Area popolare non dobbiamo spostarci, al limite possiamo essere raggiunti, perché siamo nella posizione giusta. Noi abbiamo visto giusto e in tempo – aggiunge Alfano – alle parole seguano i fatti, dia il cessate il fuoco a qualche suo giornale”.