Tale e quale show: coloro che dovevano rappresentare il cambiamento si dimostrano ancora una volta alla stessa stregua dei partiti che dicevano di combattere”. La polemica contro il sindaco di Livorno Filippo Nogarin parte questa volta da un ex Cinquestelle, Marco Valiani (ora consigliere comunale d’opposizione con una lista civica). Oggetto delle contestazioni una nomina: quella del portavoce personale del sindaco M5s (Andrea Morini) che l’assemblea dei soci (“su espressa indicazione di Nogarin) ha inserito nel cda di un’azienda legata al Comune e che si occupa di rifiuti. Non è l’Aamps che in questi mesi ha riempito le pagine dei giornali e le polemiche politiche anche nazionali e i fascicoli delle inchieste giudiziarie. Ma la Piattaforma Biscottino Spa (“gestione di beni mobili e immobili”). E’ una società partecipata al 37 per cento dalla stessa Aamps (a sua volta 100 per cento pubblica), da EcoEtrusca Srl e dal Comune di Collesalvetti (paese di 11mila abitanti alle porte della città, guidato da un sindaco Pd). Il dato importante è che Morini assumerà l’incarico “a costo zero”.

Valiani quando parla il M5S a Livorno è “una specie di clone, un’imitazione mal riuscita” della precedente giunta, targata Partito democratico. Il riferimento è a quanto accadde nel 2013 quando l’allora sindaco Alessandro Cosimi nominò il suo portavoce Enzo Chioini come amministratore unico di Aamps, l’azienda di raccolta dell’immondizia. “Noi come il Pd? Non scherziamo – controbatte Morini – Gli incarichi in questione non sono paragonabili né per remunerazione né per l’impegno richiesto. Il mio lavoro nel cda sarà a costo zero: se anche fosse previsto un gettone di presenza vi rinuncerei”. Per l’amministratore unico di Aamps, invece, era previsto uno stipendio da circa 40mila euro all’anno. Sul sito web di Piattaforma Biscottino si fa riferimento soltanto agli emolumenti annuali del presidente del collegio sindacale (2400 euro) e dei componenti del collegio (1500 euro).

Morini sostituirà nel cda Andrea Marzovilla, il manager voluto per 6 mesi in Aamps da Nogarin per porre ai raggi X le gestioni passate, poi finito sotto inchiesta per l’utilizzo dell’auto aziendale (sono contestati i reati di peculato e falso). “Continuerò a fare il portavoce – chiarisce Morini – e inizierò a dedicarmi al cda. Quello dei rifiuti è un settore che conosco bene, non solo perché sono stato dipendente per 12 anni di un’azienda del settore”. Poi conclude: “Siamo ormai abituati alle polemiche a orologeria: c’è fango anche per me, lo prendo tranquillamente”.