Sabato era accaduto a Chicago, in Illinois. Poi è stata la volta del Kansas. Il clima della campagna elettorale di Donald Trump, nel pieno delle primarie repubblicane, si infiamma con il passare dei giorni. La polizia, con agenti a cavallo e in tenuta antisommossa, ha usato spray al peperoncino fuori dal comizio del miliardario a Kansas City, intervenendo per disperdere una folla di contestatori e interrompere i tafferugli che erano scoppiati fra sostenitori e detrattori. “Mi auguro che queste persone siano sbattute in carcere – ha detto Trump – dovranno spiegare a mamma e papà perché hanno precedenti in fedina penale e perché non possono trovare un lavoro. E sapete cosa? Comincerò a denunciare tutte queste persone e a quel punto avranno un problema”.

Non è la prima volta che sorgono tensioni a eventi del candidato favorito alla nomination repubblicana per la corsa di novembre per la Casa Bianca. Venerdì Trump aveva sospeso un comizio in programma a Chicago, in Illinois, dopo che si erano verificati scontro tra supporter e oppositori: per quegli eventi il politico Gop ha accusato sostenitori del democratico Bernie Sanders, al quale si è riferito definendolo “il nostro amico comunista“. E Sanders dal canto suo non ha fatto attendere una risposta: “Donald Trump sta mostrando al popolo americano che è un bugiardo patologico. Ovviamente, anche se apprezzo che avessimo nostri sostenitori al comizio di Trump a Chicago, il nostro partito non ha organizzato le proteste”.

E anche ieri scene di tensione si sono viste durante un evento di Trump, all’aeroporto internazionale di Dayton, in Ohio: un uomo in jeans e maglietta nera ha cominciato a correre verso il palco ed è stato bloccato da quattro membri del Secret service, che sono saliti sul palco per garantire la sicurezza. In precedenti eventi di campagna elettorale di Trump, inoltre, contestatori e giornalisti erano stati aggrediti, bloccati e trascinati fuori.

“Il Secret Service ha fatto un buon lavoro – ha commentato il miliardario – non sono come avrei reagito, ma sicuramente non starei stato a guardare, lo avrei colpito. Non so come sarebbe andata ma lo avrei colpito”, ha detto ancora Trump, precisando che l’uomo è stato poi portato in tribunale, dove il giudice lo ha lasciato andare: “L’uomo, secondo quanto ricostruito dal mio staff, è legato all’Isis e dovrebbe essere ora in carcere”.

I sondaggi, intanto, danno in netto vantaggio in vista le primarie repubblicane di Florida e Illinois. Le prime surclassando il senatore Marco Rubio, con un vantaggio di oltre venti punti, le seconde battendo altrettanto nettamente il senatore Ted Cruz. Mentre in Ohio è testa a testa col governatore John Kasich, avanti di qualche punto. E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Wall Street Journal/Nbc in vista del nuovo ‘Super Tuesday’. In Florida – secondo il sondaggio – Trump ha il 43% delle preferenze contro il 22% di quelle di Rubio e il 21% di Cruz. In Illinois il tycoon è al 34% contro il 25% di Cruz e il 21% di Kasich. Quest’ultimo è avanti in Ohio (Stato di cui è governatore) col 39% delle preferenze, contro il 33% di Trump e il 19% di Cruz.