A Casapesenna, il paese del boss Michele Zagaria, il sindaco vive sotto scorta per le minacce della camorra ma è indagato per concorso esterno in associazione camorristica. Si chiama Marcello De Rosa ed è un esponente del Pd. La notizia è stata pubblicata sulle pagine casertane de “Il Mattino”. Secondo la Dda di Napoli De Rosa fu eletto nella primavera del 2014 anche grazie all’appoggio dell’ex sindaco Fortunato Zagaria (omonimo del boss del clan dei Casalesi), indagato anche lui per concorso esterno. La circostanza è emersa a metà gennaio, quando il pm Catello Maresca ha depositato nuovi atti nel processo in cui Fortunato Zagaria è imputato per le minacce all’ex sindaco Giovanni Zara. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha acquisito una informativa con allegate le trascrizioni di una dozzina di giorni di intercettazioni tra Zagaria e De Rosa tra maggio e giugno 2014, nel pieno della campagna delle amministrative. Telefonate dalle quali è emerso il sostegno elettorale di Fortunato Zagaria a De Rosa, i suoi consigli, le sue dritte, le sue dritte per l’individuazione di finanziatori per la propaganda. “Non mollare che ci siamo”, scrisse via sms Fortunato Zagaria a De Rosa. “Io non mollo di certo, anzi”, la risposta. Era l’11 maggio 2014. Di lì a poco De Rosa sarebbe stato eletto sindaco. Le prime elezioni a Casapesenna dopo lo scioglimento per camorra del 2012.

Il deposito delle intercettazioni è coinciso con la decisione del pm di aggravare il capo d’imputazione di Zagaria, aggiungendo l’ipotesi di concorso esterno in associazione camorristica. Lo stesso reato per il quale De Rosa è stato iscritto nel registro degli indagati. De Rosa vive sotto scorta da un paio di anni. Nel 2010 fece arrestare e condannare i responsabili di un tentativo di estorsione nei suoi confronti. Poi ha subito una rapina durante la quale fu sequestrato per alcune ore insieme ad altri familiari. Scattarono così le misure di protezione.

Appena furono rese pubbliche le conversazioni Zagaria-De Rosa, la senatrice Pd Rosaria Capacchione invocò l’intervento della commissione Pd di garanzia: “Su Casapesenna e i rapporti tra il sindaco Marcello De Rosa e il suo predecessore Fortunato Zagaria la Commissione di garanzia interverrà in tempi rapidi. Le avvisaglie di possibili irregolarità c’erano da tempo: il caso forse è stato sottovalutato. Questa vicenda dimostra quanto sia difficile estirpare la criminalità. Colpire la manovalanza è facile, più difficile è neutralizzare i colletti bianchi”. De Rosa reagì piccato: “Fuori luogo e sconcertanti le dichiarazioni della senatrice Capacchione che, utilizzando strumentalmente e in maniera distorta degli atti di indagine della Procura di Napoli, ha ritenuto screditarmi perché probabilmente la mia attività le ha dato e le dà fastidio perché è quello che avrebbe dovuto fare lei, la quale ha sempre indossato il vestito di paladino della legalità ma nessuno, dalle nostre parti l’ha mai vista preparare almeno una, che fosse una iniziativa, contro la camorra”. Sulla vicenda il vice presidente della Camera e leader M5s Luigi Di Maio presentò a febbraio una interrogazione che sollecita il ministro dell’Interno a sciogliere di nuovo Casapesenna per infiltrazioni mafiose.