Sono giorni intensi per il nucleo della polizia tributaria della Guardia di Finanza. Martedì, oltre al Campidoglio, gli uomini del gruppo Tutela spesa pubblica hanno fatto addirittura visita al Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio. Per svolgere una serie di “accertamenti istruttori”, delegati dalla Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio, volti all’acquisizione di atti e documenti relativi ad alcuni servizi esternalizzati dallo stesso dipartimento. Richieste analoghe a quelle che i militari delle Fiamme Gialle hanno notificato, nelle stesse ore, anche al dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale. L’obiettivo è quello di verificare l’esistenza di danni erariali.

Ma cosa sono andati a fare esattamente i finanzieri in via della Ferratella in Laterano (Roma), sede del Dipartimento della Famiglia? Sotto la lente d’ingrandimento, secondo quanto risulta a ilfattoquotidiano.it, una serie di convenzioni stipulate dal dipartimento stesso con alcune società ed enti nel biennio 2011/2013. Cioè quando a Palazzo Chigi si sono alternati Silvio Berlusconi, Mario Monti ed Enrico Letta. A cominciare da quella con Invitalia Spa, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, società partecipata al 100% dal ministero dell’Economia. Con la quale, il 15 giugno 2011, è stata stipulata una convenzione per l’affidamento di attività di studio e ricerca “nel campo delle azioni intraprese e da intraprendere nell’ambito delle iniziative di conciliazione rientranti nelle competenze del dipartimento”. In questo caso, le Fiamme Gialle hanno richiesto documenti comprovanti l’esigenza di esternalizzare attività rientranti nelle competenze del dipartimento. Ponendo, in pratica, un quesito: perché affidare il compito all’esterno se poteva essere svolto utilizzando le risorse interne?

Andiamo avanti. Altro capitolo d’indagine quello che riguarda la Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli la quale, come si legge sul suo sito, è stata costituita l’8 marzo del 2010 “con l’obiettivo di promuovere la cultura del dono al fine di migliorare la qualità della vita nel territorio del Centro Storico di Napoli”. Con l’ente in questione, il 21 dicembre 2012 il Dipartimento per la Famiglia ha stipulato una convenzione per la realizzazione di un’indagine che individuasse gli strumenti più efficaci per il superamento del disagio infantile nelle grandi aree metropolitane degradate con particolare attenzione alle condizioni dei bambini, figli delle famiglie immigrate. Al costo di circa 43 mila euro (Iva inclusa). Come nel caso precedente, gli uomini del nucleo della polizia tributaria hanno chiesto all’amministrazione di produrre documenti che chiariscano i motivi per i quali il Dipartimento abbia deciso di affidare l’attività d’indagine ad un ente esterno.

L’8 giugno 2012, invece, il dipartimento ha sottoscritto un altro accordo su cui la Corte dei Conti vuole vedere chiaro. Cioè quello con il Centro ricerche sociali (Crs), al fine di realizzare un’indagine di analisi e interpretazione di dati, acquisiti dall’Istat, attraverso la ricostruzione delle strategie adottate dalle famiglie per tutelare il proprio benessere in relazione ai compiti di cura nei confronti dei figli. Stavolta l’importo complessivo è di poco superiore ai 23 mila euro. Perché non fare analizzare i suddetti dati all’Istituto di statistica, hanno chiesto magistrati contabili e Fiamme Gialle? Quesito analogo posto anche in relazione all’accordo fra il Dipartimento per la Famiglia e Rea Sas. A questa società, il 7 maggio 2012, è stata affidata l’analisi della struttura e delle tendenze demografiche delle famiglie e la definizione del quadro teorico di riferimento, che fa da premessa allo studio del materiale statistico raccolto tramite rilevazione Istat. Costo: 23 mila euro circa (Iva inclusa).

Non è tutto. Con il Formez Spa, il centro studi che risponde al ministero della Funzione pubblica guidato da Marianna Madia, il dipartimento della Famiglia ha stipulato una convenzione il 27 febbraio 2012 (poi prorogata senza oneri aggiuntivi). Accordo finalizzato a supportarlo nell’attuazione del progetto denominato “Valutazione e sostegno per le politiche famigliari”, il tutto per 500 mila euro. Anche in questo caso, i militari vogliono capire, documenti alla mano, come mai siano state esternalizzate attività rientranti nelle competenze del dipartimento. Come accaduto anche per la realizzazione di uno studio di fattibilità finalizzato all’introduzione del telelavoro nelle strutture della Presidenza del Consiglio, affidato il 30 novembre 2012 alla Antares Srl. Una spesa di circa 37 mila euro. Alla quale ne va aggiunta un’altra da circa ottomila euro per un incarico conferito ad un professionista in data 18 aprile 2013. Ora il dipartimento avrà tempo fino al prossimo 16 marzo per fornire i documenti richiesti dalle Fiamme Gialle.

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