Si sono presentati questa mattina. Su ordine della Procura della Corte dei Conti. Per acquisire documenti contabili collegati allo scandalo di Mafia Capitale. Mentre la giustizia penale fa il suo corso, anche la magistratura contabile si sta muovendo. Per indagare sui possibili danni erariali derivanti dal giro di appalti e fiumi di denaro movimentati da quella che la Procura di Roma, guidata da Giuseppe Pignatone, ha definito una vera e propria “associazione di stampo mafioso”. Così poche ore fa – secondo quanto risulta a IlFattoQuotidiano.it – gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza hanno fatto visita in diversi uffici del Campidoglio. Dal Dipartimento Tutela ambientale all’ufficio extradipartimentale Protezione civile. Ma anche alla sede dell’Ama, la partecipata incaricata dello smaltimento dei rifiuti di Roma, già al centro dell’inchiesta Mafia Capitale, e del X Municipio (Ostia).

Insomma, se sul fronte penale la giustizia ha già iniziato a fare il suo corso, con le prime condanne – in primo grado – già comminate fra gli altri all’ex assessore alla Casa dell’amministrazione Marino, Daniele Ozzimo (due anni e due mesi per corruzione), ora la vicenda potrebbe avere nuovi sviluppi. Quelli legati al fascicolo aperto dalla Procura della Corte dei Conti per accertare eventuali danni erariali e le relative responsabilità collegati alle condotte criminali dei protagonisti di Mafia Capitale sui quali stanno indagando gli uomini delle Fiamme gialle. Intanto sempre nelle stesse ore, nel corso dell’audizione in commissione Antimafia, il commissario straordinario del Comune di Roma Francesco Paolo Tronca ha spiegato di aver trovato “una realtà bloccata e intimorita, alla quale l’indagine Mafia Capitale ha dato il colpo di grazia.

Perciò “nessuno prende una decisione, nessuno fa una scelta, nessuno mette una firma, molti neppure ricevono e incontrano operatori economici, imprenditori, associazioni, ditte, nessuno segnala criticità o problematiche in atto”, ha spiegato l’ex prefetto di Milano. “Nei confronti dei dipendenti capitolini sottoposti a misure restrittive della libertà personale, sono stati adottati gli atti di sospensione cautelare dal servizio e sono stati attivati i connessi procedimenti disciplinari – ha concluso Tronca – al personale dirigente che risulta indagato, nelle more della definizione del procedimento penale, è stato attribuito un diverso incarico rispetto a quello ricoperto nel periodo dei fatti contestati”. Mentre “il personale non dirigente è stato assegnato presso altri uffici”. Una situazione nella quale potrebbero presto irrompere anche le risultanze dell’indagine avviata dalla magistratura contabile.

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