Si chiamerà Milano in Comune la lista “civica e politica” della sinistra che correrà alle prossime elezioni e che avrà come candidato sindaco il giornalista e scrittore Curzio Maltese. In un comunicato L’Altra Europa con Tsipras ha spiegato di aver chiesto all’europarlamentare di candidarsi e che lui si è reso disponibile “per dare il suo contributo alla riuscita di questo progetto comune”.  “Il sogno della Milano arancione è ancora vivo” , prosegue la nota sottolineando che la dimostrazione sta nell’incontro dello scorso 15 febbraio a cui hanno partecipato “incontrano persone, associazioni, forze politiche e sociali, movimenti, diversi per appartenenza politica, ma convinti che il bene della città e dell’area metropolitana sia nelle mani dei suoi cittadini”.

Milano in Comune è la lista di chi non vuole “rassegnarsi a essere governati da manager, per strappare Milano dall’avidità degli interessi forti, dai banchetti del dopo-Expo, dalla speculazione negli scali ferroviari e nella città universitaria. Una comunità che vuole restituire un senso ed un ruolo alla politica ed alla democrazia – continua l’Altra Europa con Tsipras – Siamo convinti che le elezioni amministrative di Milano rappresentino un referendum tra il modello con a capo i manager e quello della cittadinanza, un referendum tra l’autoritarismo e la democrazia”.

L’ufficializzazione, nell’aria da qualche giorno, era stata anticipata dallo stesso Maltese in un’intervista alla Stampa in edicola sabato 27 febbraio. “Deve esserci un candidato di sinistra a Milano. Se me lo chiedono, e naturalmente se il mio nome è quello che può unire di più, io non mi tiro indietro”, aveva detto l’europarlamentare eletto nel 2014 nella lista L’Altra Europa con Tsipras. “C’è troppa gente insoddisfatta della proposta Sala, e di tutto quello che significa la sua operazione, che per certi versi è ancora più deludente di quella Fassino a Torino o Giachetti a Roma”.

Maltese aveva sottolineato poi che Sala deve rendere noti i numeri sui risultati di Expo, che come rivelato da ilfattoquotidiano.it ha chiuso il 2015 con una perdita di almeno 30,5 milioni. “Ho chiesto anche ai miei colleghi all’Europarlamento, bene: non esiste un Paese in cui i numeri di Expo non siano stati resi noti immediatamente, cosa che Sala ancora non fa. Ma vi pare possibile? Peraltro, sono bilanci spesso negativi, in Europa. E poi questa cosa di appaltare a Genova, non a Milano, il post Expo, mi pare incomprensibile, com’è un’anomalia tutta italiana che una fondazione finanziata dallo stato per fare ricerca biomedica investa poi in banche… Ecco, io penso che esista un altro modello per Milano, espresso benissimo dalla lettera di Elena Cattaneo su Repubblica“.

La ricercatrice e senatrice a vita, giovedì scorso, ha criticato il progetto dello Human Technopole guidato dall’Istituto italiano di tecnologia di Genova fortemente voluto dal premier Matteo Renzi definendolo “un grande spot fondato sull’improvvisazione” e paragonando il premier al “pifferaio magico di Hamelin”. “La narrazione del premier in tema di politiche sulla ricerca fa sorgere il dubbio di essere spettatori della famosa favola dei fratelli Grimm“, ha scritto Cattaneo. “Che alla politica interessi e percepisca il valore di investire in ricerca in Italia è una favola a cui non crede più nessuno”, “e mentre la ricerca agonizza, spunta lo Human Technopole”, affidato a una “fondazione di diritto privato”.