Mangiare carne di gatto e di cane vi ripugna? Eppure l’ipotesi che uno stuolo di facoltosi clienti possa mettersi in coda per assaggiare le insolite prelibatezze potrebbe non essere così remota. Da una settimana i siti internet di mezza Europa riportano la storia de La Table Suisse, un ristorante di alto profilo che nella propria carta propone ricette tradizionali preparare con la carne del piccolo felino. Il ristorante si presenta al mondo tramite un sito internet, una pagina facebook, un account twitter e, soprattutto, con un video nel quale lo chef Moritz Brunner si presenta e racconta le specialità del suo ristorante, cucinate secondo la tradizione ereditata dalla nonna.

La presentazione ha un aspetto molto professionale. La fotografia è curata, il video è ricercato. Ma non c’è traccia fisica della location. Stando a quanto scrivono gli stessi estensori dell’account facebook del ristorante, il motivo di tanta segretezza sarebbero dei non meglio specificati attacchi da parte di attivisti ostili al tipo di cucina proposta.

“Cari critici e amici,

Dobbiamo ammettere che la situazione attuale ci ha sopraffatti. Eravamo consapevoli del fatto che la nostra cucina è provocatoria, ma non avremmo mai pensato che le minacce e insulti sarebbe diventate così violente. A dire il vero non abbiamo davvero capito, dal momento che noi serviamo carne proprio come qualsiasi altro ristorante. E ci prendiamo molta cura delle origini dei nostri prodotti.

Speriamo che tu capisca che, a causa delle molte richieste degli ultimi giorni, non possiamo accettare più prenotazioni perché non vogliamo esporre noi stessi e i nostri ospiti a qualsiasi tipo di pericolo. Al momento non è possibile per noi a distinguere tra vere e finte prenotazioni. Le prenotazioni per le prossime tre settimane restano confermate, attendiamo impazienti di poter servire i nostri ospiti”

In effetti in rete non si sono fatte attendere le reazioni. Insulti e commenti disgustati sui profili social de La Table Suisse, sono nate pagine facebook che chiedono la chiusura del ristorante, sono arrivate prese di posizione ufficiali di associazioni animaliste e alcuni siti vegani hanno iniziato a far girare il video del ristorante. Così la notizia è stata ripresa da molti giornali tra Svizzera, Inghilterra, Francia e Germania.

Ma al di là della prima impressione, che fa sembrare tutto molto reale, sono molti gli elementi che non tornano. I profili social sono tutti nati da poco tempo, il sito internet è registrato in forma anonima e ci sono delle incongruenze  temporali che pongono la nascita del ristorante in una data successiva a quella degli attacchi dichiarati. I giornali svizzeri scrivono di non aver trovato traccia di una società a nome La Table Suisse, senza contare poi che lo chef Moritz Brunner sembra sconosciuto nel mondo della cucina.

Insomma, molto probabilmente il video è frutto di una campagna animalista o vegana. Al momento nessuna associazione ne ha rivendicato la paternità, ma pare proprio che sia questa l’ipotesi più accreditata. Il messaggio di fondo sta scritto proprio tra le righe postate sul profilo facebook del ristorante: “Serviamo carne come qualsiasi altro ristorante”, come dire, perché vi scandalizzate tanto per un gatto o un cane quando mangiate tranquillamente vitelli, agnelli, galline e altri animali?

Leggendo poi sul sito internet i sospetti diventano quasi delle conferme: “In Svizzera – si legge -, non è ancora proibito mangiare il proprio cane o gatto, e solo il nostro innovativo sistema di adozione rende possibile servire questa insolita specialità”. E poi si palesa la strategia utilizzata per servire la carne degli animali domestici: “Dal momento che la legge vieta la vendita di carne di gatto e di cane, è imperativo che ogni cane e gatto venga adottato dal cliente prima della macellazione. L’adozione dell’animale è parte integrante del soggiorno al nostro ristorante. La Table Suisse è qui solo come intermediario tra gli agricoltori come fornitori e l’ospite come acquirente dell’animale”. Poi la perla finale: “Garantiamo che l’abbattimento in loco verrà fatto da un macellaio qualificato, in conformità con l’ordinanza svizzera di protezione dell’animale”. Parole che fanno pensare ad una critica contro la legislazione elvetica, oltre che contro chi sceglie di mangiare carne.