Il governo blocca i pignoramenti dei creditori per salvare Ferrovie Sud-Est, la società commissariata e affossata da 311 milioni di debiti. Almeno questo è uno degli obiettivi di un emendamento al decreto Milleproroghe approvato alla Camera (in attesa del passaggio in Senato), con il quale si concedono anche trenta giorni in più al commissario Andrea Viero per approvare un piano industriale di risanamento. Perché se con la legge di Stabilità sono stati stanziati 70 milioni di euro “per garantire la continuità aziendale e ripristinarne l’equilibrio economico e finanziario”, quei soldi non bastano neppure a pagare gli oneri dovuti. Viero e i suoi sub commissari non ne hanno mai fatto un mistero. E non può certo fare la differenza il taglio agli emolumenti dei dirigenti che dovrebbe garantire un risparmio annuo di 500mila euro. Così con l’emendamento di iniziativa governativa si opta per una strada alternativa a quella indicata dal codice civile, che pone alcuni dubbi. “Abbiamo più tempo e possiamo utilizzare quel denaro per non fermare l’azienda”, dice Viero a ilfattoquotidiano.it. Una forzatura il blocco dei pignoramenti? “Si tratta di una procedura già adottata in precedenza – replica – resa ancora più necessaria nel nostro caso, con diverse inchieste aperte che riguardano più soggetti”. E anche alcuni dei creditori.

LA BOCCATA D’OSSIGENO – L’emendamento al Milleproroghe stabilisce che Viero avrà più tempo (si passa da 90 a 120 giorni) per predisporre il piano di risanamento della Ferrovie del Sud-Est e Servizi Automobilistici, che avrebbe dovuto invece presentare entro la fine di marzo. Il documento detterà le linee guida per uscire da una situazione che lo stesso commissario definisce “disperata” e iniziare in modo concreto a parlare di un possibile trasferimento dell’azienda alla Regione Puglia. E se è vero che il tempo è denaro, è altrettanto vero che di denaro l’azienda ha bisogno davvero. Viero ha già informato il ministero dei Trasporti che 70 milioni di euro non bastano. Ne servono altri 58. E comunque c’è un problema da risolvere: quello del pignoramento dei beni in corso, che impediscono alla società di accedere ai soldi del contributo straordinario. Con il Milleproroghe, dunque, si è pensato anche a un ‘riparo economico’.

BLOCCATO L’ASSALTO DEI CREDITORI – Fino alla presentazione del piano, infatti, verrebbe bloccata ogni procedura esecutiva pendente nei confronti della società. Con questa protezione si consente alla Sud-Est di usufruire dei 70 milioni messi a disposizione dello Stato (unico azionista della società) che, senza la norma in questione, l’azienda non avrebbe potuto incassare a causa di diverse azioni esecutive pendenti presso ministero, Regione Puglia e banche. L’emendamento stabilisce che fino al termine ultimo per la presentazione del piano “non è possibile intraprendere azioni esecutive, anche concorsuali, compresi gli atti di intervento nelle procedure esecutive pendenti” nei confronti della società. Non solo. Per i prossimi quattro mesi i creditori non potranno presentare istanza di fallimento. “I pignoramenti eventualmente eseguiti – è scritto nel testo – non vincolano gli enti debitori e i terzi pignorati, i quali possono disporre delle somme per le finalità istituzionali della società di cui al primo periodo”. Lo scopo è quello di fermare l’assalto dei creditori (alcuni dei quali coinvolti in inchieste giudiziarie tuttora in corso per presunte truffe allo Stato) e dare la possibilità alla Fse di utilizzare quei milioni non per pagare gli oneri dovuti, ma per garantire il funzionamento del servizio.

IL COMMISSARIO VIERO: ‘C’È UN PRECEDENTE’ – Un aiuto non da poco considerando che il codice civile prevede tale ‘protezione’ solo quando c’è una procedura fallimentare in corso. In situazioni del genere la strada che si percorre è quella della ristrutturazione del debito (la modifica delle condizioni originarie di un accordo per alleggerire l’onere del debitore), già attuata dal ministero delle Infrastrutture in altri casi. “Ci troviamo in una situazione straordinaria”, ha detto a ilfattoquotidiano.it il commissario Viero. Che sottolinea: “Per quanto riguarda il blocco dei pignoramenti c’è un precedente, quello della società Eav. Si tratta della holding regionale che controlla le linee della Circumvesuviana, della Sepsa e di Metrocampania, “per la quale – ricorda Viero – si è ricorso a una moratoria con lo scopo, anche in quel caso, di bloccare l’assalto dei creditori”. Una storia, quella dell’Eav, simile per certi versi a quella della Sud-Est. Con un debito di oltre 720 milioni (oggi sono circa 500mila) per i quali i creditori non potevano procedere proprio per effetto del blocco dei pignoramenti, prorogati di anno in anno. Ma questa è un’altra storia. Almeno si spera.

LE VERIFICHE DEI CONSULENTI – Nel frattempo, però, proseguono le verifiche sui conti dell’azienda da parte dei consulenti della Deloitte e, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, sono state riscontrate diverse anomalie. Riguardano i cedolini paga di 24 impiegati, non accessibili dall’ufficio del personale ma gestiti da un’altra struttura. Gli stessi dipendenti hanno ricevuto assegni per un valore che variava dai 100 fino ai 4mila euro al mese oltre lo stipendio. Tra gli assegni più alti, che portavano lo stipendio totale anche a 7mila euro lordi (più i rimborsi spese), ci sono quelli intestati all’autista dell’ex amministratore unico Luigi Fiorillo. E in tema di auto, per quelle di servizio ogni anno si spendevano circa 40mila euro in multe e circa 50mila euro in gasolio. Da febbraio, dopo il taglio agli emolumenti dei dirigenti, sono stati cancellati anche questi privilegi. Il commissario Viero ha chiesto e ottenuto una rinuncia volontaria. Ma non si tratta delle uniche anomalie: alcuni impiegati hanno ottenuto una promozione (con relativo assegno) il 23 novembre, il giorno delle dimissioni di Fiorillo. Certamente una curiosa coincidenza.