“In una famiglia o in una società corrotta è la tentazione della ricchezza il pane che si dà da mangiare ai propri figli”. È il monito che Papa Francesco ha rivolto nella messa che ha celebrato presso il Centro di studi superiori di Ecatepec. Si tratta della seconda città visitata da Bergoglio nel suo viaggio in Messico dove, secondo quanto affermato dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi, il Papa ha già incontrato oltre un milione di persone. Dopo la dura condanna del narcotraffico, vera piaga del Paese, definita una vera e propria “metastasi che divora”, Francesco ha puntato il dito contro le tre tentazioni della ricchezza, della vanità e dell’orgoglio.

“La ricchezza – ha spiegato il Papa – impossessandoci di beni che sono stati dati per tutti, utilizzandoli solo per me o per ‘i miei’. È procurarsi il pane con il sudore altrui, o persino con la vita altrui. Quella ricchezza che è il pane che sa di dolore, di amarezza, di sofferenza. In una famiglia o in una società corrotta è il pane che si dà da mangiare ai propri figli”. Per Bergoglio, invece, la vanità è “quella ricerca di prestigio basata sulla squalifica continua e costante di quelli che ‘non sono nessuno’. La ricerca esasperata di quei cinque minuti di fama che non perdona la ‘fama‘ degli altri. ‘Facendo legna dell’albero caduto’, lascia spazio alla terza tentazione“. Infine, “l’orgoglio, ossia il porsi su un piano di superiorità di qualunque tipo, sentendo che non si condivide la ‘vita dei comuni mortali’ e pregando tutti i giorni: ‘Grazie Signore perché non mi hai fatto come loro'”.

Per Francesco si tratta di “tre tentazioni con cui il cristiano si confronta quotidianamente. Tre tentazioni che cercano di degradare, di distruggere e di togliere la gioia e la freschezza del Vangelo. Che ci chiudono in un cerchio di distruzione e di peccato”. Da qui l’invito del Papa ai fedeli a fare un serio esame di coscienza per non “essere sedotti dal denaro, dalla fama e dal potere“. Ma Bergoglio, che nell’omelia non ha mancato di ricordare il “sangue di tanti martiri di ieri e di oggi”, ha voluto sottolineare con forza il tema del riconoscimento dei diritti di tutti, mentre in Italia il Parlamento si prepara a votare il ddl Cirinnà sulle unioni civili che disciplina anche l’istituto delle adozioni.

Il Papa ha affermato che è il “padre della menzogna“, ovvero il demonio, “colui che vuole dividerci, generando una società divisa e conflittuale. Una società di pochi e per pochi. Quante volte sperimentiamo nella nostra carne, o nella nostra famiglia, in quella dei nostri amici o vicini, il dolore che nasce dal non sentire riconosciuta quella dignità che tutti portiamo dentro. Quante volte abbiamo dovuto piangere e pentirci, perché ci siamo resi conto di non aver riconosciuto tale dignità negli altri. Quante volte, e lo dico con dolore, siamo ciechi e insensibili davanti al mancato riconoscimento della dignità propria e altrui”. Per Francesco è la quaresima il “tempo per regolare i sensi, aprire gli occhi di fronte a tante ingiustizie che attentano direttamente al sogno e al progetto di Dio”.

All’Angelus il Papa ha auspicato che il Messico “non debba piangere uomini e donne, giovani e bambini che finiscono distrutti nelle mani dei trafficanti della morte”. “Desidero invitarvi nuovamente oggi – è stato l’appello di Bergoglio – a stare in prima linea, a essere intraprendenti in tutte le iniziative che possano aiutare a fare di questa benedetta terra messicana una terra di opportunità. Dove non ci sia bisogno di emigrare per sognare; dove non ci sia bisogno di essere sfruttato per lavorare; dove non ci sia bisogno di fare della disperazione e della povertà di molti l’opportunismo di pochi”.

Twitter: @FrancescoGrana