Se non arriva un’intesa, liberi tutti. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi difende il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, difende anche l’adozione del figlio acquisito, ribadisce che “una legge ci vuole”, ma il tempo stringe e “se su alcuni punti non troviamo l’intesa dobbiamo andare a votare a scrutinio libero”. Ma alla direzione del Pd usa parole che non lasciano spazio all’ambiguità. La riforma, dice il segretario democratico, è “irrinviabile”. “Siamo rimasti l’unico Paese dei 28 – dice Renzi – senza una disciplina sulle unioni civili, è fondamentale che si chiuda cercando il più possibile di ascoltarsi e rispettarsi ma poi si sappia che ad un certo punto si vota e sui temi etici ci sarà libertà di coscienza come doveroso che sia. Il compromesso non è lo strumento per non arrivare a chiudere. Sono giuste tutte le posizioni ma si sappia che per il Pd la riforma è irrinviabile”. 

Mentre cominciano a schierarsi manifestanti e politici tra i pro e tra i contro (con le diverse gradazioni), il capo del governo non si angoscia particolarmente per la partecipazione al Family Day del 30 gennaio del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, esponente dell’Udc. Per Renzi “i ministri sono liberi di andare a tutte le manifestazioni che vogliono, al Family Day come alle iniziative promosse dalla comunità Lgbt”. Anche perché “dove c’è un popolo c’è sempre da avere un grandissimo rispetto” e quindi i ministri hanno piena libertà “di andare a tutte le manifestazioni che vogliono”. Il presidente del Consiglio dice che “quello della stepchild adoption (l’adozione del figlio acquisito, ndr) sia un tema molto delicato, dobbiamo avere un principio di riferimento, una stella polare: l’interesse del bambino. Ciò che importa è il diritto del bambino a crescere nell’ambiente considerato più giusto”. Su questo tema “c’è una discussione: il Parlamento voterà, vedremo se troverà una soluzione alternativa, ma spero che si faccia la legge in un tono civile, evitiamo che sia uno scontro”. 

Si moltiplicano dichiarazioni, prese di posizione, opinioni, ma oggi è il giorno in cui le Regioni Lombardia, Veneto e Liguria (tutte guidate dal centrodestra) hanno dato il via libera all’adesione al Family Day, con tanto di invio del gonfalone. La partecipazione “si colloca perfettamente in linea con le azioni e i principi su cui si è costituita la maggioranza di governo” dichiarano dalla giunta della Lombardia. Per il governatore Roberto Maroni, in materia di politiche familiari, “Matteo Renzi è un opportunista: se capisse domani che la manifestazione è stata un grande successo e che la maggioranza degli italiani è favorevole cambierebbe subito idea, come sul reato di immigrazione clandestina. Renzi è l’opportunismo fatta persona. Si può governare così? Si, per un anno o due poi viene travolto”. 

“Noi – insiste Maroni – stiamo parlando della famiglia così come descritta dalla Costituzione all’articolo 19 che dice ‘La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio’ e la Costituzione non è lo statuto della Lega”. Quindi secondo Maroni “dire fondata sul matrimonio non vuol dire che non ci possano essere altre forme, ma la Repubblica riconosce i diritti della famiglia vuol dire che questo non si può mettere in discussione. Eppure io sono accusato anche in questi giorni di essere oscurantista e omofobo“. 

Domani intanto, in attesa dell’arrivo in Aula al Senato del ddl Cirinnà, si terrà in cento piazze la mobilitazione #svegliatitalia lanciata da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit. Alle tante città italiane che hanno raccolto l’invito ad attivarsi si aggiungono i presidi di Londra, Copenhagen, Dublino, Limerick, Berlino, Francoforte e Monaco. “Attivisti e attiviste lgbt, in Italia e oltreconfine – dice Arcigay in una nota – scenderanno in piazza accanto a un pezzo importantissimo della società civile: associazioni, istituzioni, partiti, sindacati, liberi cittadini e cittadine hanno aderito in massa all’appello e annunciato la propria presenza ai presidi. Tutti assieme realizzeranno un flashmob, portando con sé sveglie e orologi con suoneria per sincronizzarli e suonare la sveglia al nostro Paese”.