Doppio sgarbo della Lega, o almeno così lo ha interpretato il ct Antonio Conte, e allora salta tutto. Non ci sarà alcuno stage azzurro dall’8 al 10 febbraio. Lo aveva chiesto a gran voce l’allenatore della Nazionale per poter lavorare con il gruppo che volerà in Francia per l’Europeo ed era stato accordato dalle società di Serie A nel corso del Consiglio di venerdì. Ma con delle (importanti) limitazioni: non sarebbero stati concessi i giocatori di Juventus, Roma, Napoli, Fiorentina e Lazio, ovvero le italiane impegnate nelle coppe. All’atto pratico Conte non avrebbe avuto a Coverciano buona parte dei pilastri del gruppo che porterà in Francia. Logica la conseguenza: appuntamento annullato.

Uno strappo importante, visto che già dallo scorso anno si era speso invano per avere questa finestra di lavoro, l’unica possibile prima della fine del campionato. La limitazione, secondo la Figc, fa venire meno il presupposto per il quale l’allenatore aveva programmato l’appuntamento. Una grana di non poco conto perché l’apertura monca dei club potrebbe influire sul rinnovo del contratto, in scadenza dopo l’Europeo e già in forse per il corteggiamento di club italiani e stranieri. “È interesse della Lega dare massimo supporto alla Nazionale ma anche tenere d’occhio gli obiettivi di ranking, frutto dei risultati dei club nelle coppe. Anche questo va nell’interesse di tutto il sistema – ha spiegato il presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta -. Abbiamo fatto le valutazione alla luce di quello che più o meno avviene nelle altre leghe”.

Non solo per lo stage di febbraio ma anche, secondo motivo dell’arrabbiatura di Conte, per la data della finale di Coppa Italia. Il ct aveva più volte chiesto di fissarla non più in là del 15 maggio, giorno dell’ultimo turno di campionato. La Lega ha invece stabilito che si giocherà il 21 o il 22, nel caso in cui una delle finaliste dovesse essere impegnata anche nella finale di Europa League (18 maggio). Sei o sette giorni dopo la fine della A, insomma. Anche in questo caso, la decisione è in linea con le altre leghe europee: Spagna, Germania, Inghilterra e Francia terminano il campionato il 15 maggio e giocano la finale della coppa nazionale il 21. Ma la risposta di Conte, il cui stato d’animo in queste ore viene definito da più parti come “furibondo”, è stata netta e intransigente: i convocati per l’Europeo impegnati anche nella partita che assegnerà la Coppa Italia vedranno azzerate le loro vacanze e dovranno unirsi subito al gruppo.

L’ultimo strappo segna forse in maniera indelebile il rapporto tra il tecnico leccese e la Nazionale, visto che fin dai primi mesi non sono mancate incomprensioni e stilettate. Conte si sente poco tutelato dalla Federazione e non trova sponde né nei club né nei colleghi. Già lo scorso anno lo stage di febbraio (9-11) era stato annullato. Molte società avevano infatti manifestato l’indisponibilità a rendere liberi i propri calciatori. Così il ct, d’accordo con Tavecchio, aveva cancellato l’appuntamento: “Abbiamo deciso di non procedere con uno stage che rischiava di non essere utile né alla Nazionale né ai club – disse all’epoca -. Mi auguro però che da qui in avanti si riesca tutti insieme a trovare quelle soluzioni non più rinviabili per fare della nazionale il punto di riferimento del sistema calcio”. Un anno dopo, a pochi mesi dal momento clou del suo incarico, la situazione è la stessa. Conte, invece, è ancora più arrabbiato.