La sua è stata una vita dedicata alla musica e all’avanguardia musicale post-weberniana. Ma anche all’interpretazione sul podio dei grandi compositori del tardo Ottocento e del Novecento, da Wagner a Debussy, da Stravinsky alla seconda scuola di Vienna di Schoenberg, Berg e Webern. Il compositore e direttore d’orchestra francese Pierre Boulez, considerato il simbolo della musica contemporanea e della ricerca costante dell’invenzione sonora, è morto ieri nella sua casa della città termale tedesca di Baden Baden, dove viveva da tempo, all’età di 90 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato oggi dalla sua famiglia.

Allievo di Olivier Messiaen e di René Leibowitz, Boulez, che veniva dagli studi di matematica a Lione abbandonati per la sua passione, la musica, ha composto, diretto prestigiose orchestre, insegnato (all’Accademia di Musica di Basilea) e fondato importanti istituzioni come l’Ircam, nato nel 1970 su richiesta dell’allora presidente francese Georges Pompidou allo stesso compositore. Si tratta di un istituto per l’esplorazione e lo sviluppo della musica moderna che il musicista ha diretto fino al 1992. Boulez ha anche tenuto la cattedra di ‘Invention, technique et langage en musique’ al prestigioso Collège de France a Parigi.

A partire dagli anni Settanta, e in particolare dalla creazione dell’Ensemble InterContemporain (1975), l’impegno di ricerca e quello di direttore d’orchestra hanno preso il sopravvento. Per il centenario del Nibelungenring ha diretto nel 1976 a Bayreuth un nuovo allestimento della tetralogia di Wagner. Tra le sue interpretazioni, fondamentali specie per quanto riguarda il primo Novecento, vanno ricordate inoltre la prima esecuzione integrale di “Lulu” di A. Berg (1979) e il nuovo allestimento del “Moses und Aron” di A. Schoenberg, presentato nel 1995 ad Amsterdam e nel 1996 al Festival di Salisburgo.

Importante anche la produzione saggistica di Boulez: “Penser la musique aujourd’hui” (1964), “Relevés d’apprenti” (1966) e “Points de repère (1981)“. Nel 2015, nella ricorrenza del novantesimo anno dalla nascita del maestro francese, è stata pubblicata sotto il titolo “The complete Erato recordings” la ristampa completa delle registrazioni da lui realizzate tra il 1966 e il 1992.

Boulez era Commendatore delle Arti e delle Lettere in Francia; ha ottenuto la Medaglia per le scienze e per le arti in Austria, la Croce al merito di Prima Classe e il Cavalierato dell’Ordine per il Merito in Germania, oltre alla Gran Croce dell’Ordine di San Giacomo della Spada in Portogallo. Ha inciso una quantità sterminata di dischi.

Nel 1976, in occasione dei cento anni del Festival di Bayreuth in Germania, è stato chiamato a dirigere un nuovo allestimento del ‘Ring’ wagneriano con la regia di Patrice Chereau, poi oggetto di registrazioni audio e video, che resta un punto di riferimento nell’interpretazione wagneriana. Nel 2012 la Biennale Musica di Venezia gli ha conferito il Leone d’oro alla carriera e nel 2002 ha vinto il Glenn Gould Prize.

Nato a Montbrison il 26 marzo 1925, nel primo periodo di attività di Boulez figurano le composizioni vocali-strumentali “Le visage nuptial” (1946-1950), “Le marteau sans maître” (1954), “Improvisation sur Mallarmé” (1958), alcune sonate per pianoforte, per due pianoforti, per flauto e pianoforte, il “Livre pour quatuor à cordes” (1949).

Boulez si è interessato anche di musica concreta e ha svolto un’intensa attività di direttore d’orchestra e di pianista, che ha fatto di lui un gigante della musica del XX secolo. Dal 1955 ha organizzato a Parigi i concerti del “Domaine musical”; ha tenuto inoltre corsi di composizione a Darmstadt e ha insegnato (dal 1960) all’Accademia di Musica di Basilea.

Caratteristica dell’attività compositiva di Boulez, specialmente negli ultimi decenni del ‘900, è stata la costante rielaborazione di propri lavori, o di parte di essi, spesso a distanza di molti anni dall’opera originaria, in una forma che egli stesso definisce “a spirale” (“Notations per piano“, del 1945, viene ripensato in versione orchestrale nel 1980). Ne è derivato un corpus particolare, fitto di relazioni e rimandi interni che attraversano l’evoluzione del linguaggio e della ricerca musicale di Boulez.

La creazione nel 1976 dell’Ircam, del quale è stato direttore fino al 1992, ha impresso un ulteriore impulso a tale percorso; tra le opere figurano “Répons” (1980-88, ma in continua evoluzione); “Explosante-fixe” (1991-95), “Incises per piano” (1994), “Dérive” (1996), che discende a sua volta da “Répons“, “Anthèmes 2” (1997).