Secondo l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti “è la secolarizzazione che avanza”, mentre per la Chiesa “è solo fenomeno passeggero, un moto di protesta che ricorda il Sessantotto”. Al centro del dibattito, il dato relativo agli sbattezzi nel 2015, che secondo l’annuale indagine condotta dallo Uaar, “è il più alto di sempre”. “Gli italiani che negli ultimi dodici mesi si sono collegati alla pagina web dell’Unione per scaricare il modulo necessario a separarsi ufficialmente dalla Chiesa cattolica sono stati 47.726 – fa i conti Raffaele Carcano, segretario dell’Unione – un record senza precedenti, un vero e proprio boom, che ha surclassato i numeri già alti registrati nel 2012, quando i download furono 45.797”.

Download che, però, non sono sinonimo di sbattezzo, perché non è detto che tutti coloro che hanno stampato la documentazione poi l’abbiano anche inviata alla propria parrocchia, avviando così la procedura per cancellarsi dal libro dei battezzati. “Tuttavia – spiega Carcano – queste cifre per noi confermano che, al di là della popolarità attribuita a Papa Francesco dai media, è sempre più nutrito il numero di quanti non si riconoscono come cattolici: un’evidenza di cui anche la politica dovrebbe tenere maggiormente conto”.

Ad eccezione del 2012, infatti, il trend, negli anni passati, non aveva registrato particolari crescite: nel 2009 gli sbattezzi erano stati 39.891, scesi a 35.751 nel 2010, poi a 33.143 nel 2011, e se si esclude il picco di quattro anni fa, si erano fermati a 35.510 nel 2013 e a 32.611 nel 2014. Per un totale di 338.429 sbattezzati negli ultimi 15 anni, da cioè quando il servizio è stato attivato sul sito dell’Uaar. Poi, però, nel 2015 è arrivato il boom.

“Credo che il dato sia una cartina al tornasole per monitorare i cambiamenti in atto nella nostra società rispetto all’adesione al cattolicesimo – sottolinea Carcano – in questo caso, secondo la mia opinione, la ragione dell’aumento di richieste di sbattezzo, o potenziali tali, è dovuta al fatto che, sebbene l’attuale Pontefice sia popolare, lo stesso non può dirsi della Chiesa”. E per lo Uaar, gli scandali più recenti che hanno coinvolto il Vaticano hanno influito sul fenomeno. “I vari Vatileaks, i casi di pedofilia, e poi le continue ingerenze della Chiesa nella politica, che ad esempio ostacolano l’approvazione di provvedimenti che dovrebbero essere banali, come i matrimoni gay, fanno sì che le persone provino il desiderio di staccarsi, di allontanarsi”. Quadro che sarebbe confermato, secondo l’Uaar, anche dai dati Istat relativi al calo della frequenza religiosa tra gli italiani.

“Oggi questo paese vive una crisi generalizzata dell’appartenenza, sindacale, politica – conclude Carcano – e la Chiesa non è molto diversa da altre organizzazioni, per quanto possa avere un leader carismatico. Finisce per pagare il prezzo dei comportamenti di tutti coloro che ne fanno parte. Sfogliando i quotidiani non è difficile intuire come mai le persone sentano il bisogno di prenderne le distanze”.

Ipotesi respinta in toto da don Maurizio Ardini, parroco di San Bernardino di Lugo (Ra), che proprio a luglio di quest’anno, ricevuta una richiesta di sbattezzo da una ragazza di 20 anni residente nel ravennate, l’aveva pubblicata sul giornalino parrocchiale, per poi consigliarle un’esorcista. “Una provocazione – precisa Ardini – fatta perché volevo che di questo fenomeno si parlasse”. Per il parroco, infatti, lo sbattezzo è più che altro una tendenza passeggera. “E’ una pratica transitoria, ogni stagione porta alle proprie forme di protesta, come il Sessantotto. Ora c’è questa. Tanti giovani aderiscono perché è popolare, e a me preoccupa che poi un giorno cambino idea e si trovino a dover correre dal vescovo per potersi sposare in chiesa. Me ne sono capitati molti di casi simili”.

Anche per don Ardini la cronaca ha a che fare con il boom di download sulla pagina degli sbattezzi, “ma la Chiesa non c’entra, anzi non è mai stata tanto popolare come da quando c’è Papa Francesco. La sfiducia che le persone provano è generata dal momento storico in cui viviamo, dalla crisi, dalle difficoltà quotidiane che si trovano ad affrontare. Certo, poi c’è chi sceglie di protestare così, chiedendo di essere cancellato dai libri del battesimo. Ma non capisco il motivo di questa scelta: se c’è qualcosa che funziona, oggi, in campo sociale, è proprio la Chiesa. Anzi, i giovani dovrebbero fare più volontariato, e pensare alle cose serie”.