Il premierato, il cancellierato, i sistemi presidenziali e semi-presidenziali si caratterizzano per privilegiare seppur con tonalità e gradualità differenti la democrazia governante piuttosto che la rappresentanza dei cittadini. Tuttavia, in forme diverse e con sistemi elettorali differenti, prevedono statuti delle opposizioni, forme di garanzia delle minoranze e sistemi di pesi e contrappesi. La miscela esplosiva Italicum-riforma costituzionale Renzi-Boschi consegna invece al partito di maggioranza tutti i poteri, rinviando ai regolamenti parlamentari il potere di fissare regole a tutela delle minoranze, delle opposizioni. Il piccolo particolare è che il governo, a maggioranza assoluta, approverà i regolamenti parlamentari decidendo nella sostanza quali poteri concedere alle opposizioni.

Il procedimento legislativo sarà governato sostanzialmente dal governo mettendo in un angolo la Camera dei deputati e gli organi di garanzia quali il presidente della Repubblica, la Corte costituzionale ed il Csm. Infatti tali organi, per i nuovi meccanismi elettivi, tenderanno ad essere espressione del governo.

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Si crea, dunque, in Italia una nuova forma di governo: un premierato assoluto con un bicameralismo che di fatto funzionerà con un mocameralismo celato (il Senato è un ectoplasma), governato dal partito di maggioranza. La sovranità di cui all’articolo 1 della Costituzione si sposta dal popolo al governo-sovrano. Tra il 1923 ed il 1928 in Italia furono approvate diverse leggi definite fascistissime, oltre ad essere liberticide si preoccuparono innanzitutto di rafforzare i poteri del governo e di cambiare la forma di governo che da parlamentare si trasformò in un premierato assoluto.

All’epoca lo Statuto albertino era flessibile, quindi, era possibile, di regola, modificarlo con leggi ordinarie, oggi l’aggressione ai principi fondativi della Costituzione, innanzitutto sovranità popolare, rappresentanza, pluralismo, tutela delle minoranze dovrebbe trovare una sua difesa nella Costituzione, che in quanto rigida non può essere modificata da leggi ordinarie ma neppure da leggi di revisione costituzionale che si pongano in contrasto con la forma di Stato repubblicana (art. 139 Cost.).

Inoltre va ricordato che tutto ciò sta avvenendo da parte di un Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale (cosiddetto Porcellum) che sta deliberando con una maggioranza formatasi con premi di maggioranza dichiarati incostituzionali. Un Parlamento che avrebbe dovuto al massimo garantire una continuità di tre mesi e non oltre relativa a questioni ordinarie. Invece sta cambiando forma di governo e forma di Stato!

Occorrerà da subito comunicare ai cittadini, durante la fase referendaria, che tutto ciò, nascosto sotto le sirene della governabilità, nasconde un processo regressivo dal punto di vista democratico che consentirà al governo di attuare il suo progetto di privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici e di impoverimento ulteriore della sfera sociale. Neppure la Pubblica Amministrazione potrà più essere baluardo imparziale degli interessi pubblici in un quadro di privatizzazione progressivo del pubblico impiego e di subordinazione dell’amministrazione pubblica al potere politico.