Si è dimesso il generale Giuseppe Silletti, ufficiale del Corpo Forestale e commissario straordinario per l’emergenza Xylella in Puglia. Silletti ha firmato una lettera inviata al capo del dipartimento della Protezione civile e al ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. Il generale ha fatto riferimento tra l’altro all’impossibilità di proseguire nell’incarico dopo l’inchiesta avviata dalla Procura di Lecce sull’attività della commissione. E’ infatti indagato con altre nove persone in un’inchiesta che ha portato anche al sequestro di tutti gli alberi d’ulivo delle province di Lecce e Brindisi con un decreto che vieta anche l’abbattimento (in attesa di una convalida del gip).

L’indagine che ha portato allo stop del “piano Silletti” è stata avviata nell’aprile del 2014: i reati contestati al commissario e agli altri 9 – ricercatori, docenti universitari, funzionari della Regione e componenti dell’Osservatorio fitosanitario regionale – sono di diffusione di una malattia delle piante, violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale, falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Secondo la Procura non vi è un nesso causale tra i fenomeni di disseccamento e l’infezione da Xylella fastidiosa. Nel frattempo il terzo piano in approvazione, quello che avrebbe fatto ripartire i tagli il 16 dicembre scorso, è stato “congelato”. Nelle scorse settimane anche il Tar del Lazio, con numerose ordinanze, aveva accolto le richieste di sospensiva di proprietari di uliveti impedendo la rimozione delle piante infette che si trovano nel raggio dei 100 metri rispetto a quelle che sono state ritenute contagiate dal batterio.

Gratitudine e stima sono state espresse dal Corpo Forestale e dal ministro Martina: “La sua nomina, avvenuta d’intesa con l’istituzione regionale a seguito della richiesta di attivazione dello stato d’emergenza da parte della Puglia, ha contribuito nei mesi scorsi a sviluppare le difficili azioni di contrasto al fitopatogeno, secondo le normative europee, con l’obiettivo di salvaguardare l’olivicoltura e il paesaggio pugliese. Sarà ora necessario che ciascun livello di governo, sulle base delle proprie competenze, operi per contenere la diffusione del patogeno evitando all’Italia di subire condanne dall’Unione europea e pesanti conseguenze per l’economia agricola”.