Morte Abderrahim Fakir, la verità nelle immagini: bodycam, video dei familiari e riprese dei testimoni al centro dell’inchiesta
Sarà l’analisi di tutte le immagini disponibili a fare luce sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne di origine marocchina deceduto domenica nel quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento della polizia. “Aiuto, basta” le sue ultime parole prima del malore. È da quei filmati, più che dai video parziali già circolati sui social, che la Procura punta a ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e ad accertare eventuali responsabilità. Gli inquirenti acquisiranno l’intero patrimonio video disponibile: le registrazioni delle bodycam indossate dagli agenti intervenuti, il filmato diffuso dai familiari della vittima e tutte le altre riprese effettuate dalle persone presenti in via Svevo. L’obiettivo è ricomporre, fotogramma dopo fotogramma, quanto accaduto prima, durante e dopo le fasi di contenimento dell’uomo, evitando che la ricostruzione si fermi a pochi secondi di immagini estrapolate dal contesto.
Autopsia
Nelle prossime ore i magistrati della Procura di Bologna, coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, faranno il punto sull’inchiesta per definire i successivi accertamenti investigativi. Alle immagini si affiancheranno gli esami medico-legali e gli altri elementi tecnici necessari a chiarire le cause del decesso e la correttezza delle procedure adottate durante l’intervento. Secondo alcune testimonianze riportate dai giornali il 42enne soffriva d’asma e aveva avuto problemi cardiaci.
Abderrahim Fakir
Fakir viveva a Borgonuovo, nel comune di Sasso Marconi. Arrivato a Bologna con la famiglia quando aveva appena 7 anni, risiedeva regolarmente in Italia, ma non aveva ancora ottenuto la cittadinanza italiana. Lavorava in una ditta di facchinaggio, occupandosi di logistica e traslochi, ed era sposato. I familiari lo descrivono come “un bonaccione”, incapace di fare del male a qualcuno. Frequentava abitualmente il quartiere Pilastro, dove era andato per incontrare alcuni amici. Secondo conoscenti e parenti soffriva di problemi cardiaci e d’asma ed era già stato ricoverato in ospedale in passato. La madre era morta pochi mesi fa, un lutto che aveva profondamente segnato la famiglia.
L’indagine del 118
Parallelamente, anche l’Azienda Usl di Bologna ha aperto un’indagine interna per verificare l’operato del personale sanitario intervenuto sul posto. L’Azienda ha annunciato di voler acquisire ogni elemento utile per ricostruire puntualmente l’intervento e valutare, per quanto di competenza, le modalità con cui si sono svolti i soccorsi, assicurando la massima collaborazione con l’autorità giudiziaria. Nel dettaglio, l’Ausl ha ricostruito la cronologia dell’intervento: la prima ambulanza è stata inviata alle 12.17 ed è giunta sul posto alle 12.30. Sei minuti dopo l’equipaggio ha richiesto un consulto con la centrale operativa del 118 e l’invio dell’automedica, partita alle 12.42 dall’ospedale Maggiore e arrivata in via Svevo alle 12.53, quando il medico ha potuto soltanto constatare il decesso del quarantaduenne.
I sindacati e il Garante
Sulla vicenda sono intervenuti anche i sindacati di polizia, che invitano ad attendere l’esito delle indagini prima di esprimere giudizi. Il Mosap e il Coisp sottolineano come le immagini diffuse online rappresentino solo una parte dell’accaduto e chiedono di evitare “processi sommari” e “gogne mediatiche”, sostenendo che soltanto il vaglio completo delle bodycam, dei video acquisiti dagli investigatori e degli accertamenti tecnici potrà restituire una ricostruzione fedele dei fatti.
Anche il Garante comunale per i diritti delle persone private della libertà personale, Antonio Ianniello, ha richiamato la necessità di un accertamento rigoroso delle dinamiche, evidenziando come le immagini diffuse abbiano un forte impatto ma debbano essere inserite nel contesto complessivo dell’intervento, con particolare attenzione alle modalità di contenimento e alla formazione degli operatori coinvolti. Solo l’inchiesta, insieme all’analisi integrale di tutti i filmati disponibili, potrà chiarire cosa sia realmente accaduto negli ultimi minuti di vita di Abderrahim Fakir.