E’ morto per aver ingerito del cianuro Giuseppe Ghirardini, l’operaio della fonderia Bozzoli di Marcheno in provincia di Brescia. Il 50enne era scomparso il 14 ottobre e ritrovato cadavere pochi giorni dopo nei boschi di Ponte di Legno. Per gli investigatori la sua sorte è legata indissolubilmente alla scomparsa del proprietario della ditta, Mario Bozzoli, svanito nel nulla l’8 ottobre e di cui ancora non si ha nessuna traccia.

L’ultimo tassello del giallo della Bozzoli emerge dall’accertamento dei Ris di Parma che hanno completato l’accertamento sul corpo estraneo ritrovato nello stomaco dell’addetto ai forni della fonderia. “Quanto emerso dall’accertamento è inquietante”, è stata la prima reazione all’Ansa dell’avvocato Marino Colosio, legale dell’ex moglie brasiliana dell’operaio che rifiuta l’idea che Ghirardini possa essersi suicidato ingerendo quella che inizialmente sembrava essere una bacca – così gli inquirenti avevano catalogato il corpo estraneo trovato nel corso dell’autopsia – e che invece risulta essere un manufatto in silicato, di 4 centimetri di lunghezza e almeno due di diametro, con un’anima di cianuro.

Un oggetto che non sarebbe in commercio e che, sprigionando il veleno, avrebbe ucciso Ghirardini, trovato cadavere a più di cento chilometri dalla sua abitazione, nei boschi di Ponte di Legno, in Alta Vallecamonica dove aveva anche abbandonato la sua auto. Non si esclude che il cianuro possa essere arrivato da piste estere.

“Oggi ho effettuato un sopralluogo nella zona dove è stato trovato morto Ghirardini e posso dire che è un luogo aperto ad ogni scenario”, ha detto l’avvocato bresciano Marino Colosio. “Siamo parte offesa in un procedimento aperto per induzione al suicidio, ma la vicenda potrebbe assumere pieghe diverse. E’ un giallo nel giallo“, ha poi aggiunto il legale che ha già comunicato la notizia all’ex moglie di Ghirardini che l’operaio la sera prima di scomparire aveva chiamato al cellulare 9 volte senza ricevere risposte. “Erano telefonate per chiedere aiuto”, dice oggi l’avvocato Colosio. “L’ex moglie di Ghirardini è terrorizzata, spaventata per suo figlio, che possa accadergli qualcosa”.

Nel frattempo oggi la Procura di Brescia ha disposto lo svuotamento dei forni della fonderia Bozzoli che è sotto sequestro dal 13 ottobre. Il materiale presente sarà fatto raffreddare per tre giorni e successivamente analizzato per trovare tracce dell’imprenditore scomparso. Fino ad oggi dalle scorie dei forni passate al setaccio dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo non sono emersi elementi determinanti per risolvere il mistero della scomparsa di Mario Bozzoli.