tavecchio

Non ho nessuna particolare stima per Calo Tavecchio, l’attuale presidente della Figc. Ma non ne chiedo la crocifissione sulla pubblica piazza. Naturalmente stigmatizzo le ultime uscite del presidente, ma le so leggere e rimango esterrefatta. Esterrefatta per i modi con cui questo nuovo presunto scandalo è nato; esterrefatta per come alcuni argomenti sembrano essere utilizzati dai media; esterrefatta per i modi coi quali certi operatori dei media li gestiscano a loro volta. Sembra che ci sia la rincorsa a fare in modo che il personaggio pubblico, su alcuni temi, la spari più grossolana possibile, e sembra che li si stimoli a fare ciò, senza frenarli; senza imporgli moderazione o interrompere una conversazione nel caso sia detta una frase razzista od omofoba.

Questo è successo nell’ultima “gaffe” del presidente della Figc. Questo è successo nell’ultima gaffe registrata dalla professione giornalistica (che è pure la mia); questo è successo nell’ultima gaffe che ha riguardato, in un certo senso, tutta la nostra avanzata società.

Insomma, esiste questo audio in cui due persone, Carlo Tavecchio e un giornalista, ridacchiano per una prima argomentazione alquanto offensiva per la comunità ebraica. Si tratta della classica affermazione nella quale si presuppone che gran parte dell’economia che conta sia in mano ad una fantomatica lobby ebraica. Il siparietto si conclude con l’interlocutore di Tavecchio che afferma: “però, come dice Umberto Eco, è meglio tenerli…” (volendo intendere “tenerseli buoni”) anticipando una brutta risata di complicità. Poi l’intervista prosegue e Tavecchio domanda al proprio interlocutore (parlando di un ex dirigente della commissione antidoping) se sia, come ha sentito dire, omosessuale. Lui risponde affermativamente e il dialogo si chiude col presidente Figc che afferma: “Io non ho niente contro…però teneteli lontani da me. Io sono normalissimo”.

Avrei preferito che l’intervistatore interrompesse questa conversazione alla prima gaffe: cos’altro avrebbe potuto ottenere di “più intelligente” ? Invece la cosa è andata avanti ed è stato prodotto un audio che successivamente è stato rivenduto a una grande testata.

Naturalmente le parole di Tavecchio sono gravi, anche se pronunciate in una conversazione privata, e per quanto mi riguarda potrebbero benissimo portare alle sue dimissioni dalla carica pubblica che riveste. Ma mi piace ancor meno la capziosità evidente in tutta l’operazione, che ha usato due categorie francamente inflazionate in questi ambiti, per far notizia e far parlare di sé partendo dal solito principio di chi la spara più grossa e con meno remore possibili. Anche questo è mancanza di rispetto

Ma, secondo me, è un po’ tutta la nostra società che in questa vicenda ha perso qualcosa di eticamente corretto.