Marcia indietro del presidente del Consiglio Matteo Renzi sul taglio delle tasse sulle prime case di lusso. “La norma è la stessa” rispetto al 2008 “anche sulla questione dei castelli che dunque – a differenza di quanto si dice con tono scandalizzato – pagheranno (come per abolizione Ici del 2008)”, scrive il capo del governo sulla sua pagina Facebook, annunciando che la legge di bilancio sarà presentata domani, 21 ottobre, in Parlamento. “Ironia della sorte: i castelli furono parzialmente esentati dai governi successivi, anche di centrosinistra, perché considerate residenze storiche, ma le categorie catastali A1, A8, A9 avranno lo stesso trattamento della misura del 2008″. Le categorie A1, A8 e A9 sono, rispettivamente, quelle in cui ricadono le abitazioni “di tipo signorile”, le ville e i castelli. Che nel 2008, quando il governo Berlusconi ha abolito l’Ici, hanno continuato a pagare.

Renzi però, a metà settembre, aveva chiarito in diretta tv su La7 che l’Imu sarebbe stata eliminata anche per le prime case di maggior pregio, perché “il catasto non è aggiornato dal 1939” per cui “la definizione di casa di lusso o di benestante è impossibile da dare”. E aveva tentato di placare le polemiche sottolineando che “i ricchi comunque pagano di più perché resta la tassa sulla seconda casa”. “A chi dice: ma la manovra sulla casa l’aveva fatta anche Berlusconi, dico che è vero – aggiunge Renzi – Perché negare la realtà? La norma è la stessa di allora, con due sole differenze: 1) noi non cambieremo idea come ha fatto lui nel 2011 che votò per rimettere l’Ici cambiandole soltanto il nome in Imu; 2) noi non faremo pagare il conto ai Comuni della differenza. I sindaci possono essere molto felici di questa legge di stabilità: è pensata per loro e per i cittadini normali. Quelli che tirano avanti la carretta ogni giorno”.

Nessun ripensamento invece sul tetto all’uso dei contanti che sarà portato a 3mila euro. “Davvero qualcuno può pensare che la misura sul contante, semplice, giusta e liberale, rovini la legge di stabilità e la renda incostituzionale? E dai! Un po’ di serietà non guasta – scrive Renzi – Il limite con il governo Prodi era a 5mila euro. Il limite del contante non aiuta l’evasione, né la combatte”. “Il limite del contante con il governo Prodi era a 5mila euro. Il governo Monti lo ha portato a mille euro. Noi ci attestiamo su una via di mezzo: tremila euro. È una misura semplice, è una misura liberale, è una misura per aiutare i consumi e sbloccare molte famiglie italiane”. Per il presidente del Consiglio “il limite del contante non aiuta l’evasione, né la combatte. Per combattere l’evasione si deve incrociare il dato dei contribuenti”. Anzi il presidente del Consiglio ricorda che questo è il governo “degli accordi con la Svizzera e il Vaticano. Che noi siamo il governo che ha introdotto l’autoriciclaggio. Che noi siamo il governo che in queste ore sta incassando dalla lotta all’evasione più soldi del previsto (date un occhio al gettito delle tasse, anche rispetto alla crescita)”.

E quindi insiste: “Giù le tasse, finalmente! Altro che storie: ridurre le tasse non è di destra o di sinistra, è semplicemente giusto. Per la prima volta nella storia d’Italia le tasse vanno giù in modo sistematico, per tutti, non solo per qualcuno. Per tutti, per sempre!”. E elenca tutti i provvedimenti che vanno in questo senso: gli 80 euro, la cancellazione della componente lavoro dell’Irap. E “adesso tocca a Imu e Tasi oltre che alle ‘tasse agricole’ e agli imbullonati”. “Non solo – aggiunge – chi investe nei beni necessari all’azienda, cioè chi investe sul futuro del lavoro, ha diritto a uno sconto fiscale (misura dei cd. Superammortamenti). E dal prossimo anno va giù anche l’Ires, a un livello più basso della Spagna”.

Infine una replica sulla polemica legata alle slot machines: “Quanto ai giochi, almeno si aspetti di leggere la norma! Vediamo se qualche deputato grillino, tra una scia chimica e l’altra, si accorgerà di aver detto menzogne. Magari chiederanno persino scusa, lo scopriremo solo vivendo”.