Gli esami non finiscono mai, Cepu sì. Il più noto istituto di preparazione agli esami universitari ha chiesto il fallimento. Lo ha fatto la Cesd – proprietaria dell’ente di Città di Castello (Perugia) – dopo che nei giorni scorsi la Procura di Roma aveva dato parere negativo al concordato proposto. Nei prossimi giorni verrà fissata l’udienza.

La creatura fondata da Francesco Polidori si è schiantata su dei conti ormai insostenibili. La società, di cui è proprietaria al 99,9% la Jmd International S.A. con sede in Lussemburgo, si trova da tempo in gravi difficoltà economiche. Come emerge anche dall’Assemblea dei soci del 13 aprile 2015 – che ha approvato il bilancio 2014 – chiusa senza la presenza del revisore dei conti, dimessosi prima della riunione. Lì Polidori, formalmente separato dagli assetti proprietari di Cepu rappresentava però, con delega, proprio la società lussemburghese.

La Cesd ha chiuso il 2014 con un passivo di 59 milioni di euro, a fronte di fatturato di 63 e un capitale di 5,9 milioni, intaccato dalle perdite che hanno trascinato giù il patrimonio netto (capitale più riserve), negativo per 56 milioni. Sui conti pesa un indebitamento di 122 milioni, 38 dei quali verso gli istituti di previdenza, altri 36 nei confronti dell’Erario e 24 verso i fornitori (tra cui decine di collaboratori a partita Iva). Nel verbale di assemblea si legge che l’andamento drammatico dei conti è dovuto alla “mancanza di ricavi relativi al contratto di 15 milioni di euro con il ministero libico e a una strategia commerciale che non ha generato il risultato atteso” oltreché la “crisi finanziaria delle famiglie”. Il fatturato è sceso dai 91 milioni del 2012 ai 63 del 2014, mentre i soli costi esterni sono esplosi: da 37 a 91 milioni. La società aveva perfino un aereo in leasing.

Il fallimento della Cesd viaggia su un binario parallelo con quello della Procura di Roma che sta valutando se aprire un’indagine per bancarotta per distrazione. Intanto nei giorni scorsi il pm Mario Palazzi ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di alcuni conti riconducibili alla società e all’ad Franco Bernasconi, indagato per una presunta evasione Iva da 451mila euro e mancato versamento all’Erario delle trattenute fiscali delle buste paga per 3,2 milioni: tutto nel 2011. Oltre a Cepu – con le sue 120 sedi, 91 dipendenti fissi e diversi precari – nella galassia Cesd ci sono anche l’Università e-campus (dietro cui c’è la Fondazione omonima, di cui è presidente onorario Polidori), Grandi Scuole, l’Accademia del volo Cepu, la Scuola Radio Elettra, l’Accademia del lusso e altre. La situazione di difficoltà non è nuova.

La Cesd in passato ha acquisito tutte le attività dalla vecchia capostipite Scil srl, controllata dalla Pietro Polidori srl, di Mr Cepu al 99%, finita in liquidazione tra debiti (40 milioni solo nel 2014) e contenziosi.

di Carlo Di Foggia e Valeria Pacelli

da Il Fatto Quotidiano del 16 ottobre 2015