Volkswagen contro l’Antitrust. Massimo Nordio, amministratore delegato del gruppo tedesco in Italia, riferendo alle commissioni Ambiente e Trasporti del Senato sul diesel gate ha detto che le richieste di chiarimento dell’autorità garante della concorrenza si basano su una “comunicazione non reale di dati di emissioni“. L’authority il 2 ottobre ha aperto un’istruttoria per verificare se la casa di Wolfsburg abbia messo in atto pratiche commerciali scorrette vendendo macchine che inquinano più di quanto dichiarato. Cosa che avrebbe potuto indurre in errore i consumatori. Ma Nordio fa notare che le emissioni di ossido di azoto (Nox), quelle risultate fuori norma e finite nel mirino dell’autorità americana per la protezione dell’ambiente, “non sono assolutamente utilizzate nella comunicazione nei confronti dei nostri clienti”. Perché non fanno parte delle informazioni che le case auto devono dare in Italia, che invece riguardano la C02. Insomma, secondo il manager l’Antitrust, che si è mossa in seguito alle segnalazioni ricevute da parte di alcune associazioni di consumatori, ha preso un granchio.

Nordio ha poi riferito che i veicoli “sospesi in via precauzionale” dalla rete di vendita in Italia sono 1.300, tutti con motori diesel euro 5, mentre le auto coinvolte che circolano nella Penisola “sono circa 640.000”, anche se il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini aveva parlato di circa 1 milione. Secondo il manager l’effetto sulle vendite per ora è “modesto”. “Non stiamo riscontrando cali da definire preoccupanti”, ha detto. “Il marchio Volkswagen è quello che sta avendo più impatto” anche per una certa “influenza” mediatica. Ma il contraccolpo, ha ammesso, ”sarà molto influenzato dalla velocità con la quale sapremo dare la soluzione. Vedremo nei prossimi mesi le contromisure necessarie per un impatto che sia il minore possibile e per proteggere dal contraccolpo l’azienda e le concessionarie”. Quanto alla “riduzione della valutazione delle auto”, “è un tema che si risolve con l’intervento che noi faremo richiamando le automobili coinvolte e trattandole in maniera tale che il problema del software sia eliminato”.

Quanto all’impatto sulle attività nella Penisola, dove il gruppo controlla Lamborghini e Ducati, Nordio ha affermato che “Volkswagen conferma tutti gli investimenti in Italia”. Il presidente di Audi Rupert Stadler ha inviato una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e ai ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico, Pier Carlo Padoan e Federica Guidi, confermando che “il piano previsto di investimenti in Italia del gruppo è confermato totalmente, questo a fronte di notizie su ridimensionamenti che non toccheranno l’Italia“.

Sempre mercoledì il gruppo ha smentito la notizia, riportata dall’edizione online dello Spiegel, che i manager coinvolti nello scandalo siano più di 30, un numero assai più alto rispetto a quanto finora sostenuto dalla casa tedesca.