Si va in Francia, evitando il batticuore dell’ultima partita da dentro o fuori. L’Italia stende l’Azerbaigian e si qualifica all’Europeo con una giornata d’anticipo. Eder, El Shaarawy e Darmian stampano i biglietti, martedì la partita con la Norvegia deciderà se saranno di prima o seconda classe. Intanto la nazionale c’è e per la prima volta nell’era Conte segna tre gol in una partita. Contro l’Azerbaigian, vabbè, ma non tanto. Perché la squadra dell’ex giocatore della Stella Rossa e del Real Madrid Robert Prosinecki aveva mantenuto la porta imbattuta nelle partite ufficiali dall’arrivo sulla panchina del croato.

Segnali, piccoli ma importanti, e soprattutto quasi tutti positivi, a parte il pasticcio Bonucci-Chiellini sul gol del momentaneo pareggio di Nazarov alla mezz’ora: i due difensori bianconeri, già traballanti in campionato, confermano un momento poco felice nonostante l’evidente pochezza tecnica degli attaccanti azeri. Ma l’Italia non può fare a meno di nessuno dei due, ora e con ogni probabilità anche in Francia: Rugani ha finora giocato 32” con la Juventus, l’inizio rossonero di Romagnoli va a sprazzi e il giovane talento non ha esperienza internazionale, Ranocchia è sprofondato in panchina all’Inter. La tenuta di B&C rappresenta un fattore importante in vista dell’Europeo. I dubbi con cui Conte torna da Baku, però, finiscono qui.

Verratti, Eder, El Sha: è Ital-coro
Dalla fase offensiva arrivano indicazioni solo positive. La migliore prestazione dell’ultimo anno arriva nel giorno in cui Conte vira fin dall’inizio verso il 4-4-2. Parolo e Verratti agiscono al centro, Candreva ed El Shaarawy hanno il compito di offendere sulle fasce. La coppia Eder-Pellè si cerca e si trova. Il “parigino” abruzzese e l’oriundo della Sampdoria meritano una menzione speciale. Basta ripercorrere le azioni che indirizzano il match. Il vantaggio dell’Italia nasce dal piede di Verratti, che mette Eder a tu per tu con Aghayev dopo dieci minuti. Un tocco delizioso – non l’unico, grande partita in assenza di Pirlo… – valorizzato dalla freddezza dell’italo-brasiliano, bravo a bruciare il numero uno azero. Poi ancora il doriano dialoga con Pellè, ma l’attaccante del Southampton si vede respingere la botta del raddoppio. Quando matura la seconda rete, dopo venti minuti di impasse e il pari di Nazarov, la firma è dei due esterni: Candreva rifinisce, El Shaarawy – tornato al gol in azzurro dopo due anni e undici mesi – la spinge dentro. È un Ital-coro, convincente dopo mesi di partite a tratti soporifere.

Darmian prima gioia azzurra. Conte: “Stiamo crescendo”
Il pepe lo mette spesso Eder, il più cercato. Bravo lui a crearsi spazi, puntuali i compagni a servirlo. Dopo un’ora di gioco Saqidov gli nega la doppietta con un salvataggio acrobatico sulla linea dopo un tocco morbido a scavalcare Aghayev ispirato da un lancio di Parolo. È solo questione di tempo, perché la nazionale pianta le tende nella metà campo dell’Azerbaigian.  Al primo errore grave della difesa, aggredita dal pressing azzurro, Darmian trova il tris da fuori area. Da quel momento è surplace, reso frizzante da Giovinco nei cinque minuti finali con una traversa su punizione, che si era guadagnato provocando l’espulsione di Huseynov. Un messaggio a Conte: il campionato canadese non sarà una competizione di prima fascia ma l’ex Parma e Juventus ha voglia di mettersi in mostra. Inizia a esserci anche concorrenza, insomma. E l’Italia migliore si mostra nel giorno delle assenze di Pirlo, De Rossi e Insigne. Ora la Norvegia, ultimo sforzo e tappa mentalmente impegnata prima dell’Europeo: “Non era facile. Stiamo lavorando bene e cresciamo – dice Conte ai microfoni Rai – A Roma dobbiamo fare una grande partita. Forse non saremo testa di serie in Francia? Sinceramente fatico a comprendere i meccanismi che regolano queste cose”. Intanto l’Italia c’è: missione compiuta.