Pronto a “occupare le fabbriche”, se è “per difendere il lavoro“. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, lo ha detto ai microfoni di Agorà su Raitre, commentando l’aggressione a due manager di Air France dopo che la società ha annunciato 2.900 esuberi. “Oggi qualsiasi azienda che chiude è persa per sempre – ha detto Landini stando a una nota della trasmissione. Di conseguenza, “per difendere posti di lavoro e crearne di nuovi siamo pronti ad utilizzare, democraticamente come abbiamo sempre dimostrato, determinate azioni”.

Si tratta comunque di una presa di posizione non nuova per il leader sindacale. Anzi, da qualche anno Landini ripete l’avvertimento appena arriva l’autunno. Per esempio ha minacciato occupazioni esattamente un anno fa, durante il corteo a Milano contro il vertice Ue sul lavoro cui partecipavano i capi di Stato dei Paesi dell’Unione. E aveva lanciato un avvertimento identico nel settembre 2013 durante un’assemblea per la difesa della Costituzione con il giurista Stefano Rodotà.

Secondo Fabrizio Tomaselli, dell’esecutivo nazionale Usb, “lo scontro tra la dirigenza e i lavoratori di Air France fa riflettere su come noi dell’Usb, allora Sult e operanti solo nei trasporti, che nel recente passato abbiamo vissuto da protagonisti la vicenda Alitalia, forse abbiamo sbagliato su alcune modalità della vertenza”, perché “alla luce delle condanne di due amministratori delegati, Cimoli e Mengozzi, per una serie di reati che hanno fortemente contribuito a determinare la crisi e il fallimento di Alitalia non è escluso che, se avessimo assunto comportamenti più determinati, magari senza eccedere, ma con lo stesso spirito dei lavoratori di Air France, forse avremmo sollevato il problema in modo più chiaro e forse le cose sarebbero andate diversamente. Sì, allora eravamo troppo soli, ma forse siamo stati anche troppo educati”. Poi il sindacalista ha rimarcato: “Quello su cui invece avevamo sicuramente ragione era il fatto che, al contrario di come sostenuto da tanti benpensanti, un’alleanza con Air France sarebbe stata distruttiva per Alitalia”. Perché Air France “ora che non ha più vacche da mungere crea la crisi al suo interno, annunciando migliaia di licenziamenti per continuare ad assicurare margini di guadagno ai propri azionisti”.

Intanto in Francia vanno in scena le reazioni (di condanna o di sostegno) alle proteste di lunedì, quando il capo delle risorse umane della compagnia di bandiera francese è stato costretto alla fuga a torso nudo per evitare il linciaggio. Il presidente francese, Francois Hollande, ha definito “inaccettabili” le violenze dicendo che “ledono l’immagine” della compagnia. I principali sindacati di Air France-Klm hanno chiesto però al governo, che ha il 17,6% delle azioni della società, di intervenire e scongiurare i licenziamenti nella compagnia francese, prendendo “un impegno forte” per il suo riassetto”. “Solo un progetto industriale fondato su uno sviluppo ambizioso potrà suscitare l’adesione dell’insieme dei dipendenti Air France”, scrivono in una nota comune. In un intervento pubblicato dal quotidiano L’humanité, il sindacato Cgt condanna “le aggressioni fisiche ma anche “i licenziamenti” che la società minaccia di effettuare, ma sottolinea che “chi semina vento raccoglie tempesta”.